venerdì 12 ottobre 2018

Domani posso alzarmi tardi

Domani posso alzarmi tardi
e fare colazione a letto
Le briciole sul libro di poesia
In parte brillo ma dal giorno prima
Le mani appiccicose in tasca
di tasche in pelle e pelle senza tasche
Girare per la casa nudi
indossando solo guanti gialli
– Mi dài una mano?
– Faccio i piatti!
Ho cucinato tutto il giorno
sperando in una storia porno
dalla camera fino al soggiorno
La stanza preferita è il bagno
La mossa preferita: il bacio
e più è bagnato e più ci piace
pericoloso si può scivolare

Stasera vado a letto presto
Mi coccolo nel materasso
Attendo che mi prenda il sonno
sperando in incubi reali
Ho lavorato tutto il giorno
La testa sembra un alveare
A zero:zero parte l’astronave
Mando messaggi sulla Luna
Con una mela a mano in mano
Inganno gli alieni e la fame
Sul comodino non può mancare
Il Dizionario di Servizio Sociale

[Stefano Decandia]

sabato 6 ottobre 2018

Un giorno troverai qualcuno

Un giorno troverai qualcuno
Per Lui lo troverai quel Tempo
Allora capirai nel tempo
tutta la grandezza del Sentimento
Apri il ventaglio delle emozioni
Le sentirai nel vento le mie frustrazioni
e quelle incongruenze che ti attribuivo
per i cortocircuiti che percepivo

Un giorno perderai qualcuno
Per cui ti perderai nel tempo
Forse tradurrai le mie reazioni
in piccole richieste di attenzioni
Forse penserai che sono stato
rigido quanto eccessivo
o forse penso io d’esserlo stato
ed è per tanto che te lo scrivo

Un giorno troverò qualcuna
a cui dedicherò il mio Tempo
Allora capirò col tempo
Tutta la potenza del Sentimento
Apro il ventaglio delle emozioni
Le sentirò nel ventre le mie sensazioni
e quelle incongruenze che mi attribuivo
saranno solo un incubo regressivo

Un giorno perderò qualcuna
Per cui mi perderò nel tempo
e tradirò parole con le mie azioni
fra piccoli silenzi e disattenzioni
Forse penserai che sono stato
orgogliosamente eccessivo
o forse penso io d’esserlo stato
ed è per questo che te lo scrivo

[Stefano Decandia]

martedì 3 luglio 2018

Potrei fare una pazzia

Questa notte ho sognato di lasciarti
al mattino son scappato per non toccarti
sono stato in giro ad ubriacarmi
per non pensarti
per anestetizzarmi

In quel vuoto la furia e la vigliaccheria
si son scontrate con le forze della Polizia
«Se ne vada a casa, torni da sua moglie»
Con ’sto diavolo che ho in corpo mi rimandi da mia moglie?!

Questa notte potrei fare una pazzia
perché per lei non provo amore
io per lei provo possesso

Questa notte potrei fare una pazzia
perché per lei non provo amore
ma soltanto gelosia

Torno a casa come sempre tutto tace
il terrore ha funzionato sei al tuo posto
già mi accogli come se dovessi perdonarti
io mi infurio ancora peggio
prendo fuoco al volo

I tuoi occhi fra l’amore e la paura
io d’amore in questi sguardi non ne vedo
pure io mi sento in gabbia e vorrei liberarmi
ma il programma si ripete
e ho paura di esaltarmi

e di perdere il controllo un’altra volta
di chiamare la volante un’altra volta
di finire in ospedale un’altra volta
ma in barella ci sei tu
e hai sbattuto sulla porta

Questa notte scelgo un’alternativa
Cosa provo io per te?
Provo ad andarmene
Questa notte ti diserto educazione maschile
corro nudo nel bosco
sento il corpo vivere
Faccio pace con le vipere
mi sgancio dall’orda
in contatto con la mia essenza profonda
Cado nell’abisso dove vago disorientato
ma prometto all’uomo-lupo che sarà addomesticato

– Che cosa vuol dire “addomesticare”?
– È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire “creare dei legami” [*]

Saremo ammutinati dei maschi
nemici dei maschilisti
saremo uomini nuovi
perfino femministi
(sbarri gli occhi?)
uniti per gridare: Resisti!

Maschio alfa
senza filtro
Maschio beta
Maschio omega... tre
Maschio alfa
senza filtro
Maschio delta
Maschio e basta

Questa notte potrei fare una pazzia
perché per te non provo amore
io per te provo possesso

Questa notte potrei fare una pazzia
perché per te non provo amore
ma soltanto gelosia

Questa notte potrei fare una pazzia
perché per te non provo amore
io per te non provo amore

Questa notte scelgo un’alternativa
Cosa provo io per te?
Provo ad andarmene

(Essere maschi, diventare uomini)

[Stefano Decandia]

[*] Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe

mercoledì 20 giugno 2018

Tarassaco Soffione Dente di leone

Tarassaco Soffione Dente di leone
Sei così bello
Mi ricordi l’amore

Passo il tempo ad osservarti
Ti lasci contemplare
La mia brama di soffiare
Quel bacio-soffio d’amore
Ti farà sfiorire

Allora mi contengo
Continuo ad ammirarti
E temporeggio tempo permettendo
La voglia di soffiare
Che ti farà sfiorire

Una volta soffiato
Di te non resterà
Che gambo stelo scheletro
La struttura portante

È chiaro: io amo proprio lei
Lo scheletro, le ossa
E non il tuo piumaggio

Che adoro vedere cadere leggero
Svanire col tempo, col vento
Anche senza il mio soffio
Che cosa resterà?
Di cosa abbiam paura?
Di fare graffi sopra l’armatura

Adoro vederti volare leggera
Svanire col tempo, col vento
Anche senza il mio fiato
Che cosa resterà?
Di cosa abbiam paura?
Di fare graffi sopra l’armatura

Tarassaco Soffione Dente di leone
Sei così bello
Mi ricordi l’amore

Spremuta di limone
e una fetta di melone
vi trovo spesso
nei pressi dell’amore

Due buste una stagnola
e un po’ di metadone
mi perdo spesso
depresso nell’amore

Tarassaco Soffione Dente di leone
Sei così bello
Mi ricordi l’amore

[Stefano Decandia]

domenica 17 giugno 2018

La morte dell’ippocampo

Comprendimi quando son triste
se resto chiuso
senza parole
Accogli – intorno al tavolo tondo
posti di fronte l’altro –
il mio sguardo di sbieco
col velo lustro del tuo
Ospita la mia mano lenta
nella tua stretta forte
– nell’altra – avanzi di coperta
la colazione è calda

Mi troverai scomparso, sfigurato
come mai in tanti anni son stato
ma non permettermi sgarbo
astio, rancore
mi faresti precisamente del male
Non premiare ciò che voglio raschiare
ciò che sto lasciando
– a fatica – per ricominciare

Non farmi da madre
mamma-pesce martello
che incrina la mia spina dorsale
Non proteggere ciò che voglio abbandonare
l’orgoglio a cui rinuncio
privilegio ereditario
ordine nobiliare
Non accudire in me
quel senso di possesso
che soffoca il tuo librare

Parlami, invece, d’amore
lingua di gentilezza
d’amore universale
Non farmi ombra di sottana
non esser santa né puttana
sii solo donna tale
smessa la maschera di carnevale

Sì, ti mancherò, lo so
ti mancheranno le trovate
le bizzarrie azzardate
adatte a te
l’ora nella capanna
la scuola di ballo
il record mondiale di bacio
gli stecchini che trafiggono l’albero di Natale

Faremo ancora finta
di non svegliarci col pensiero
per non sentirci affini
sommersi da quell’onda
fascio di cimitero
che investe i capillari
e i figli clandestini
nel limbo degli amari
amori calamari
anelli fritti negli anulari

Mi troverai scomparso, sfigurato
come mai in tanti anni son stato

Comprendimi quando son triste
se resto chiuso
senza parole
Capiscilo che sono triste
Se resto chiuso
nell’ascensore

[Stefano Decandia]