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Non aver paura

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I «Ricordati che siamo soli Ricordati che siamo venuti al mondo da soli» Non è vero che parlando I problemi si risolvono Perlomeno ci ho provato Ho svuotato il serbatoio Osservando col fiammifero Fino al fondo della botola Con i fumi di etanolo I capelli han preso fuoco E la pelle rosso fuoco Non aver paura (c’est la vie) Se la vita cattiva e meschina Ti azzanna alla gola Il buio non esiste O almeno Se provo a chiudere gli occhi Ci vedo Mi vedo II  «Ricordati che siamo soli Ricordati che siamo venuti al mondo da soli» Non è vero che con l’alcol I pensieri si dissolvono Perlomeno ci ho provato Non esiste nessun bivio Non prendere decisioni Non ti devi indirizzare verso il baratro Azzera le aspettative Riduci le delusioni Fa' luce sui tuoi colori Non aver paura (c’est la vie) Se la vita cattiva e meschina Ti azzanna alla gola Il buio non esiste davvero Se provo a chiudere gli occhi Ci vedo Non aver paura Se la vita ti ...

Finalmente posso dirlo

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 I Mi ricordo il frigo vuoto E le urla di mio padre Anche stasera è tornato ubriaco Io da grande voglio fare da bravo Mi ricordo che a mia madre Le chiedevo di lasciarlo Invece se l’è tenuto Eppure non l’ha salvato Io domani non vado a scuola Ché mi sento sempre male Mi nascondo sotto le lenzuola La maestra non può capire   Forse crede sia stupido Perché resto sempre zitto Io che di anni ne ho solo otto Ma per qualcuno sono già un fallito   II Mi ricordo il frigo vuoto Il televisore rotto Quando babbo ha spaccato lo schermo In cucina è scoppiato l’inferno Fermo, fermo, fermo!   Mi ricordo con mia madre Notti insonni ad aspettarlo Abbracciati nello stesso letto Ma sperando che non tornasse Io domani non vado a scuola Ché mi sento sempre male Mi nascondo sotto le lenzuola La maestra non può capire   Forse crede sia stupido Perché resto sempre zitto Io che di anni ne ho solo otto Ma per qualcuno sono già un fallito   III Ma quando scr...

Perdonami Madre

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Perdonami Madre per la vita infame Anche stanotte esco e tu non puoi dormire Eppure sei stanca stanca da morire Oppure è la vita che non vuol finire Perdonami Madre se non son tornato E alle tre di notte ti han telefonato Una voce austera certo ti ha svegliato Una mano amica mi ha riaccompagnato Ho chiesto un preventivo per il funerale Mi han detto “Le misure vanno prese bene” Allora ho fatto finta finta di morire Nella notte fitta fitta bere da svenire Che dopo quattro giorni stavo ancora male Ma già dopo due giorni sono andato a bere Ci si addormenta in strada e sveglia in ospedale Perdonami nel giorno del mio funerale Cosa succede Quando non ritorno da te Taglio ogni legame Sicuro Perdo la mia fede Cosa succede Dietro la mia pelle Si vede Il viso della morte Mi segue Perdonami madre se non so tornare È bello fare finta è un po’ come morire Ci si addormenta in strada e sveglia in ospedale Perdonami nel giorno del mio funerale SD / Etanolo 3/5 Etanolo. Canzoni alcol correlate Memorie ...

Finita la festa

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Ora va da sola La sera esce Poi si droga e vola Per terra Sbattendo la testa Finita la birra Finisce la festa Ciao (Ciao) Ho dormito a casa tua Ho sognato la tua libreria Ho notato dei titoli Molto interessanti e bizzarri Poi (Poi?) Non so, c’è stato un noi? (Noi) Purtroppo non ricordo niente Ma spero tu sia Così gentile da raccontarmi Dopo a casa mia Ho sboccato il vino Ho strappato la poesia È rimasta la macchia per terra Finita la pagina Finita la guerra Ora si consuma La notte beve Poi si droga e vola Per terra Sbattendo la testa Finita la sbornia Finisce la festa Ora si consuma La notte brucia Poi si droga e vola Per terra Sbattendo la testa Finita la sbornia Finisce la festa § Ciao (Ciao) Ho dormito ancora qui Questa volta son svenuto sul tappeto Con la bava alla bocca Non voglio più sapere i dettagli Poi (Poi?) Non saremo mica noi (Noi...) Gli eterni immaturi mai guariti Che si guardano i film E si leggono i libri Perché sono feriti Dopo a casa mia Hai sboccato il vino Hai strap...

Ragazzo di periferia (stendino)

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Un amore passionale nato sulle scale sotto l’albero di casa mia Nella Repubblica Popolare dello Stendibiancheria Bruno Martino “Odio l’estate” perché amo la Periferia E mi ritrovo spesso a parlare con un filo d’erba o il mio cane Qualcuno la chiama Poesia L’effetto è sensazionale! Si nutre di nostalgia Muore in strada come un animale Infine torno sempre lì perché sognavo forte d’andar via Son qui e resterò qui Ragazzo di periferia  Dalle popolari alle stelle Special-Ste (1993)

Qualcosa di speciale

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Lo so tu credi nella legge di attrazione perché per te ha funzionato Tutti invidiano i vip mentre i vip sognano una vita normale La repressione del dissenso mal rimossa ritorna sotto nuova forma Mi sveglio la mattina con un pensiero in testa: non sono patriota perché la terra è madre I cani da guardia dell’uomo che ha il culto della personalità Promettimi qualcosa di speciale e andrò a votare Il cielo così vuoto mi sembra strano senza le montagne Sarò pure un povero comunista ma non ho mai perso di vista la giustizia sociale Stanotte alle tre mi ha svegliato il cortisolo o il rumore della neve che cade o le dita spaccate coi cerotti Mi spiace per te ma troppo potere o denaro corrompono sempre tutto e tutti I cani da guardia dell’uomo che ha il culto della personalità Promettimi qualcosa di speciale e tornerò a votare Sotto la pioggia degli idranti Si son dispersi i manifestanti Erano pochi erano tanti Erano liberi non sono santi Lavoratori studenti pastori bambini famiglie di milit...

La dolce notte

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La notte che fa paura La notte è un’avventura Che finisce sempre Con la sua gente ed i suoi incontri Come la notte che siamo morti Te lo ricordi? La notte ci fa paura La notte è un’avventura Che finisce sempre Ritorna sempre Quando la roccia chiamata Terra Fa un giro su sé stessa Ma sempre intorno alla sua stella Aiuto c’è uomo a terra che non si sveglia A chi interessa? È solo un’altra vita persa Vista da terra la morte gli sembra bella Chissà che dolce e bella § La notte mi fa paura La notte è un’avventura Che finisce sempre Con la sua vita e le sue morti Quel pugno in faccia Te lo ricordi? Io non mi ricordo niente Neanche come son tornato Solo mi sono svegliato Con un po’ di sangue addosso La notte io porto questo peso addosso Ma non mi ricordo niente Manco come son tornato Devo aver sognato O forse sono malato Curatemi sono malato Io non mi ricordo niente Neanche come son tornato Devo aver sognato O forse sono malato Scusatemi sono malato SD / Etanolo 1/5 Etanolo. Canzoni alcol cor...

SANTO STEFANO

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Oggi è un giorno importante Posso anche non fare niente Posso anche non dire niente Perché oggi è il mio nome Posso stare in silenzio Mentre pranzo con mia sorella Nella casa del vento Dove siamo cresciuti E mi accorgo che è già Natale Quando vedo tutti i nipoti Poi arriva mia madre bella Che mi sembra Monica Vitti Oggi è il giorno più bello dell’anno Perché siamo tutti insieme È arrivato anche mio fratello Manca solo mio padre Ma possiamo pensarlo Come sempre in ritardo Con gli amici del bar Per un brindisi al Santo O in cortile fumando Mia nipote l’unica femmina sta crescendo Mentre gli altri son tutti maschi e stanno cambiando Il più piccolo ha pianto ma dopo ha giocato Il più grande è ormai così grande che si è innamorato Oggi è un giorno importante Posso anche non fare niente Posso anche non dire niente Perché oggi è il giorno di Santo Stefano SD

Brucia tutto (se non son tornata)

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[narratore]      Un’altra donna è morta Sotto quel coltello Sotto quella pietra Sotto quel martello [lei]      Sotto quel portone Dove il primo bacio Mi ha scaldato il cuore Mi ha promesso amore [coro]      Era un bravo ragazzo Salutava sempre Era così educato Era così gentile Era così carino (1) Sembrava innamorato [lei]      E non importa la mia età (2) I jeans, la gonna, le mie condizioni E non importan la mia educazione Ed i miei genitori   E non importa la città E non importa la provenienza [coro]      Perché sei andata a quell’appuntamento? [lei]      Perché non sai che è l’ultimo finché non torni   Se non son tornata ...

Contro di te

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Cosa farei senza di te Me lo chiedo quando non ci sei Quando scatta la scintilla per nulla Quando mi spiego e non mi capisci E più mi spiego e più tu impazzisci E vorrei proprio sparire nel nulla In questo spazio di elettricità Dove nessuno può aver ragione Io vorrei spegnere la tensione Da questa specie di pubblicità Dov’è impossibile aver ragione Vorrei distogliere l'attenzione Non so cos'è Delle volte io mi sento pazzo Non so com'è Quelle volte in cui non ci capiamo Ti sento contro di me Mi metto contro di te Finché diventa una competizione E non c'è traccia del nostro amore Siamo schiacciati sotto le urla E vorrei solo tornare in pace Quindi ti dedico una canzone E vorrei proprio scriverne una In questo spazio di fragilità Dove non serve più aver ragione Io vorrei spegnere la tensione Da questa specie di pubblicità Dov’è impossibile uscire fuori Vorrei distogliere l'attenzione Non so cos'è Delle volte io mi sento pazzo Non so com'è Quelle volte in cui no...

Sono un cane primitivo

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SONO UN CANE PRIMITIVO Chissà se è vero Dico che esisto Poi sparisco Sento le voci Nella mia testa Sono un poeta Non ho incrociato finora Lo spirito del tempo Ma confido che avverrà Prima della mia dipartita Permango per ora Nell’era del mio gelicidio Scivolo sul posto Inciampo su me stesso Non cado Non mi rialzo Mi rianimo Sto pensando gli artisti minori Qualcuno ha detto che Dobbiamo andare in clandestinità Passare ai materassi Sottoterra O più in basso Sotto il letto Dobbiamo sloggiare la mediazione del denaro L’intercessione del consenso Dobbiamo fare guscio Proteggere il gheriglio Ristabilire la funzione originaria Dobbiamo essere meno Perché questo accada Foto e poesia di Stefano Decandia Special-Ste x Bette Beat Musica e scrittura underground 20 gennaio 2024

L’artista

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L’artista cristo in croce Non sa dove morire La croce è il suo avvenire Ma non è buona attrice Suo padre maledice Però lo dice male Lezioni di dizione Non ne ha mai voluto fare Dizionario artista Santo da calendario Sarto che cuce il sommario Che dà il meglio di sé Il meglio del malumore L’umorismo è un’invenzione Un’insalata russa di comicità Un’anti-risata dalla pubblicità Un’anticipazione antipatica e rituale Lezioni di dizione Non ne ha mai voluto fare È incrisato intricato Forse pure ritardato Curiamolo è malato Oppure sta fingendo Per avere la pensione Anche un artista sano La paga la pigione [Testo e foto: Stefano Decandia]

Una lacrima MonViso

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Metto l’unguento e ti raggiungo Dentro il sepolcro Dopo ti prego come i miei morti Come i miei monti Al quale torno sempre come i conti Faccio rumore quando cado Come i più forti Ti parla un albero se sei lontano Viene da Marte e non ci capiamo Rimando in macchina del tempo Il disco Sono l’italiano Senza l’autoradio Sardo vero Quanto è vero che son mezzo siciliano Per il corpo di mia madre dove sono nato Siamo fatti così Sono emozionato Siamo faticosi Gli strani gli introversi quelli di un altro pianeta Esotici e lontani come la Via della Seta Ermetici e bizzari come un anacoreta La classica acqua cheta La classe qua che raglia Non va di certo in paradiso Triangolo sul viso Una lacrima MonViso Quelli di un altro pianeta Come la via della seta Come un anacoreta La classica acqua che…

Il banco vuoto

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Non sono religioso praticante Non appartengo a nessuna confessione Potrei definirmi ateo ma non lo faccio Perché è un'altra forma di religione E poi non è vero che non credo in niente Credo nella pecorella smarrita Credo che questo agnellino sia il bambino che lascia la scuola La bambina silenziosa che non partecipa alla lezione Il bambino che non prende parola La ragazza seduta da sola Il ragazzo in disparte che non vede l'ora che finisca la pausa Che smetta l'angoscia della ricreazione Nella quale non riesce a inserirsi E ormai non vuole Questi bambini silenti e ragazze invisibili Scompariranno dalla scuola prima E dalla società poi Resterà il banco vuoto Sempre accanto alla finestra e al termosifone I pennarelli colorati intatti dentro il cartone Il compasso accessoriato dentro l'astuccio sigillato Resterà l'incisione delle iniziali Nello schienale di legno Segno del passaggio anonimo senza risveglio Resterà la voce della maestra e del professore Come un'eco ...

Sono vetro

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Le ferite guariranno Mi dicesti il primo giorno Con impacchi e devozioni Si risveglian l'emozioni Sono qui per te Sono qui per terra Sono terra E finivo sottoterra Sono qui per te Sono qui per terra Sono terra Sono terra Cicatrici spariranno Tra i cunicoli del sonno Prendon vita adorazioni Benedette polluzioni Sono qui con te Sono qui contento Son con te E restavo senza di Me Sono qui con te Sono qui contento Son con te E restavo fuori di Me Le lesioni del tuo amore Non son mai superficiali Eri tu così profonda Come i solchi che hai tracciato Con l'aratro sulla terra Gli antenati incatenati Col fucile ed il coltello Imbracciato ed il cappello Accartocciato Non son poi con te Non son poi contento Sonnolento Sogno te Stando attento Non son più quieto Sono vetro Sonno Vetro Sogno vetro Sono vetro  

Prossimo mammifero

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Predisposizioni ereditarie Scritte nelle nostre eliche Fanno a botte Con l’ambiente e la storia Cresce la domanda Vincono i mercati Il prossimo mammifero Che inizierà a parlare Sarà il gatto Siamo mammiferi Che iniziano a parlare Malsopporto l’alcol Che ho bevuto per vent’anni Mentre odiavo me stesso Mio padre amava l’alcol Mentre odiava se stesso Siamo molto emotivi Ottimi umani funzionanti Il prossimo mammifero Che inizierà a parlare Sarà il gatto Il prossimo mammifero Che inizierà a parlare Sono andato a scuola All’asilo nonautoritario Son cresciuto subito Son cresciuto umano Figlio di mammifero Nato di donna Siamo molto evoluti Ottimi umani funzionanti Perderà l’offerta Vincono i mercanti Il prossimo mammifero Che inizierà a parlare Sarà il gatto   Miao, miao, miao  

Non c’è passione senza salute

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Non c’è vita non c’è lavoro non c’è passione senza salute L’umano affascinato dal male cerca nel dolore risposte a domande che non andrebbero manco poste L’umano attratto dalla tecnica si narra attraverso la metafora del meccanismo ma il corpo è diverso dalla cassa dell’orologio: è un organismo intreccio di molecole vive universo minuscolo muscolo minore L’umano che venera la tecnologia seppure gli sfugga di mano si racconta come un computer ma è più simile a un albero si dimentica del mammifero immerso in un ecosistema magnifico Non c’è vita non c’è lavoro non c’è passione senza salute Fa’ che la salute sia la tua passione

Ti hanno ingannato

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Ti hanno ingannato Ti hanno fatto credere Che è una competizione Una gara una lotta Ti hanno manovrato Per i loro gretti interessi Ti è stato detto che prima di fare Dovevi studiare capire Aspettare aspettare Dovevi imparare patire Mai provare mai sbagliare Non potevi partire prima d’esser fatto Prima d’esser pronto Devi fare la gavetta Devi studiare Aspettare aspettare Mai provare mai sbagliare Mai lanciarsi nel vuoto Sempre stare sotto un capo Un boss di quartiere Il king del vicinato Egli ti dirà cosa leggere E cosa ascoltare Chi seguire e chi boicottare E nel mentre tu non fare Non fare niente Non sei pronto Devi studiare Devi aspettare aspettare Mai provare mai sbagliare Sei stato fregato E sei rimasto lì fermo ad aspettare Chino sulla scrivania a studiare A provare ma mai a fare A sognare ma mai a realizzare In attesa dell’autorizzazione a partire A esistere a cominciare Ma ora basta Autorizzati da te Riprenditi il tempo Che ti hanno rubato Non è mai tardi Offri il tuo dono al m...

Il Compreso

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Nell’odore del freddo della stanza umida sento la puzza della povertà e scopro il valore della distanza Son qui rinchiuso e resterò qui nascosto per dare forma ai miei pensieri e un nome ai miei giorni Nella distanza potrò esprimere tutto ciò che mi allontana da alcuni e tutto ciò chi mi avvicina ad altri Se un giorno sarò famoso chi mi aveva accanto capirebbe i miei versi come d’incanto? Non credo. Pertanto l’unico modo è starci lontani fisicamente e dunque realmente lontani per ritrovarci seppur senza comprenderci solo più avanti quando altri mi avranno elevato a compreso [Stefano Decandia / Special-Ste]

Quando cade la neve (Neve 78)

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“Sai che c’è? Che non m’importa più niente di quello che pensa l’altra gente” L’abbiamo detto un po’ tutti ma dopo il primo commento cola il pianto fino al mento “Sai che c’è? Che non è vero niente di quello che dice l’altra gente” Ma poi lo dicono tutti e dopo un altro commento cola il sangue a cuore aperto Nascosti sotto le coperte piangere a palpebre aperte polmone che amplifica sempre qui mi si congela il piede quando cade la neve è Natale per tutti ma anche se cade la neve non è Natale per sempre “Sai che c’è? Che non mi hai fatto niente non m’importa non è vero più niente” Lo sapevamo tutti già dopo il primo sospetto corri presto sotto il letto L’amore sotto le coperte vola con le braccia aperte il cuore che amplifica sempre qui mi si addormenta il piede quando cade la neve sorridono tutti mentre cade la neve sembra Natale per sempre [Stefano Decandia / Specia-Ste]