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Visualizzazione dei post da maggio, 2013

Gesù incarnato

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Gesù incarnato La carne ha divorato Nato a Betlemme Ubriaco perenne Flagellato Innamorato dell'uomo sbagliato Coronato di spine Amante dell'eroine Salito al calvario Disceso al contrario Crocifisso Sì, ma col posto fisso Risorto Un futuro da morto Egemonia Sui profeti con il fiato corto Liberaci o messia Dalla tua tirannia (Continua...) [Stefano Decandia]  Immagine:  Martin Kippenberger

Amarsi è specchiarsi

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Amarsi è specchiarsi nell'altro, fino a diventare l'altro. Ed è per questo che perdere l'altro è il dolore più grande: perché si perde sé stessi. [Stefano Decandia] Immagine: Narciso - Caravaggio

Carne da galera

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Frana un mondo in rovina Attutito dal pianto di una bambina Che avrà trent'anni ma non indovina Cosa avverrà prima che succeda La moglie ammutolita Scoprì che il lupo abitava in cantina Prendeva il vino per feste in piscina E si placava con carne bovina Quando l'occasione si fece vicina Afferrò con la bocca la povera ingenua Il sangue colava Il pelo cresceva L’arrivo furtivo le salvò la vita – Mamma! – la bimba gridava Le cadde la pensione con cui campava E visto lo sguardo della megera Si tramutò nell'uomo il qual era Carne da galera (Continua...) [Stefano Decandia]

La conversazione # 1

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Non potrai mai comprendere a fondo cosa sto dicendo – cosa voglio dire e cosa riesco a dire – e cosa sto comunicando – cosa voglio comunicare e cosa riesco a comunicare – se perdi le sfumature della mia voce; gli impercettibili movimenti delle mie palpebre; i gesti inconsci di ogni singolo centimetro del mio corpo. Come puoi pretendere di comprendermi, guardandomi di sbieco, da una fessura o pensando ad altro. Come puoi pretendere che io mi spieghi, che sfami la tua impazienza di arrivare al fine e alla fine. E come potrei ascoltarti quando manca l’audio. Riconosco quei caratteri standard senz’anima, svuotàti e privi di ogni sbavatura. Come potrei ascoltarti, se devo risponderti a tono, se no sparisco o non sono in linea. Se devo leggerti ma non le labbra. (Continua…) [Stefano Decandia]

Il misero bambino

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Un misero bambino Che non contava niente Decise un giorno, di contar la gente Il misero bambino Contando col ditone Recise un fior, lasciando le persone Così contando i petali e le foglie Del fiore non restaron che le spoglie [Stefano Decandia] Immagine: Edward Gorey

Il chiodo

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Il mio cuore affaticato Porta un peso Che le mie braccia stanche Non sanno accompagnare Lo rende noto un battito affrettato Un’ombra Come ormai la chiamo Lacrime non stillano nemmeno Tanto è arido il foro In cui s'è insinuato il chiodo Gli orli di quel foro Incrostati di veleno Viverlo di nuovo Infuocare il chiodo Trafiggermi lo sterno (Continua...) [Stefano Decandia]

Solo per ricordarmelo

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Io. Ricalcando le vertebre Della tua schiena nuda Farei talmente piano Che ci vorrebbe un anno E le mie dita scheletriche Chissà che scosse avrebbero Mi taglierei la mano Solo per ricordarmelo Io. Assaporando le tenebre Della tua pancia asciutta Farei talmente forte Che ci vorrebbe un tappo E le mie labbra livide Chissà che scosse avrebbero Mi spillerei la bocca Solo per ricordarmelo Ottimo il fildiferro Per ricucirsi i pezzi Ghiotto lo starti addosso Squisito frutto fresco (Continua...) [Stefano Decandia] Immagine: Egon Schiele