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Visualizzazione dei post da febbraio, 2015

Il solco

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È così che più o meno nasce un solco La distanza si misura con la rabbia di un sorriso sporco Si comincia così… Ti prometto che non ti farò del male (Lo ricordi fra l’odore d’olio e d’ospedale) Il tuo sangue è ancora lì Appiccicato a quella foto di mia madre Che sta troppo bene specie dentro quella tua cornice È argento? La prendo. Vado e mi diverto, faccio svelto, torno presto… Purtroppo son fatto così I miei cinque minuti duran quindici minuti Le mie giornate-no: settimane Io ho il ciclo? Tu stai male! Io son l’uomo. Tu sei presa male Così una mano tira l’altra E tutt’e due sulla tua faccia Ti vergogni? La dovrai pagare Eh sì, suona come una minaccia Ma lo sai che t’amo Ed è per il tuo bene Son l’unico che t’ama Nessuno ti vuol bene Sol tanto io ti amo Sol tanto io ti amo. Sol tanto io ti amo! (Continua...) [Stefano Decandia]

L’orologio dà polso

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Schiavo del tempo con l’orologio al polso come catena al collo, come sciarpa d’acciaio: mal di gola e ruggine. Contagocce? Fuggine. La clessidra? Sfuggile! L’anno che verrà sarà il prossimo, l’anno passato l’hanno passato alle armi. Non arrestarmi, fammi arrivare al punto del discorso, lo so che il punto appena inizio è sempre più lontano: è lui che si sposta ed io, gesticolando, lo mimo con la mano. Ancora guanti gialli, ora per lavare i piatti, come i Dj dimenticati. È una vendetta positiva perché il mondo è neutro e coi colori riempio spazi di un dipinto rétro. È una puntuale dimensione piena di muffe e segatura, al passo con la mia natura. Sarà cultura avere i dischi agli scaffali ma anche far fuoco col cannello sui maiali. Avrò a che fare con questioni oltre la mia statura ma non ho sonno e non ho paura. Non mi ricordo più se ho sonno e se ho pensato d’aver paura o se stressato ho ripensato al fatto che dovrei dormire perché ho sonno ed ho paura di non esser riposato. L...

Amoressia

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La parola è curativa E se è un mistero è meglio Perché è la parola magica a tenerti sveglio Non comprendi il senso Ma ne prendi atto con il corpo Nutre il mostro Fa luce al nucleo Pianta il seme nell’inconscio Sotto ipnosi mi ha frainteso Ma non è un problema Faccio pace con me stesso Raschio convenzioni Poi traduce il libro delle percezioni Per il tramite delle mie polluzioni Sono io che mi sento male O tu che mi senti male? Non c’è terapia senza malattia Non c’è guarigione senza terapia Quanta ipocrisia Soffro d’ Amoressia Rifiuto la Tua relazione La chiamo Tua ché non è Mia Per me è fobia Per me è lo specchio Della condizione in cui mi trovo Quando lo attraverso Non riconosco il nome Non lo sento addosso Quanto è passato? Niente Il tempo non esiste E passo il tempo a divenir me stesso Siate ciò che siete! Ripeto con assuefazione Al desiderio Che sorveglia il Nome Soffro d'Amoressia E amore sia… (...