sabato 14 gennaio 2017

Luci da labbra

L’umano privo d’ali, su nel cielo
Appaga il desiderio di volare
E poi ci crede come fosse vero

L’amore sulla la luna è più leggero
Che sembra di toccarsi con un dito
Invece ci vorrebbe un braccio intero

Oggi ho più bisogno, di sognare
Che di realizzare un sogno

Abbagliato da luci da labbra
Ho bagnato perfino la sabbia
Ha ballato da sibilla fino all’alba

Ammalato da corrente d’oltretomba
Ammaliato da quel vortice di coda
Ho pregato come Giuda perché fosse soda

Oggi ho più bisogno, di sognare
Che di realizzare un sogno

Amami sacerdotessa
Ama finché perdo la testa
Il segno della pena che mi guida

La mano su parete di caverna
Le lettere compaiono allo schermo
Combinano si formano mi fanno ridere

Spariscono ritornano mi fanno cenno
Per la tragedia della trasmissione
Rinnovo il senso nella confusione

Oggi ho più bisogno, di sognare
Che di realizzare un sogno

Risorse dalle sue rovine
Con l’unghie spezzate
Avvinghiate al confine

Voleva baci in riva
Ma il mare non pativa
Ed ecco un altro amore alla deriva

Non baciarmi vicino al mare
Baciami vicino al collo
Amo esser amato fuori-luogo

Amami fuori-luogo
Fuori dal mio territorio
Amami all’olio

Mentre pensavo al corpo della geografia
Il corpo improvvisava una coreografia
E le ossa in fila pronte per la linea

Passi di una danza triste
Cuore che resiste
Credo solo in ciò che non esiste

Oggi ho più bisogno, di sognare
Che di realizzare un sogno

(Continua...)

[Stefano Decandia]

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