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Visualizzazione dei post da giugno, 2014

L’unico senso che ci sia

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Offrimi come esausto Premesso che non scherzo mai Né col sorriso impresso Né con i nostri guai Del sacrificio umano Non è rimasto niente Ciò che si rende inerme Dopo diventa forte Qua l’aria non ci ammala… Tutta quest’ironia, questa magia Ha aperto intime porte Per poi spazzare via La morte Tutta quest’ironia, questa magia Ha aperto intime porte Per poi spazzare via L’unico senso che ci sia Qua l’aria non ci ammala… Dopo l’umiliazione viene la redenzione Come dopo la notte – Arriva la colazione Dopo quella sconfitta sei ritornata dritta Ché dov’è fallimento germoglia sentimento Spunta accorcia piana smussa mozza Elimina la punta dalla bozza Smussa piana leviga e trasforma Elimina lo spigolo e la forma Qua l’aria non ci ammala… Spunta accorcia piana smussa mozza Elimina la punta dalla bozza Passa varca supera il confine Quindi mette la parola fine (Continua...) [Stefano Decandia]

Il mio posto nell’universo

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Per tutta l’acqua del mondo In penombra rimango Tirami a te, ma forte Rompi le ossa al santo Ogni orma è il passo di un altro Ciò che è taciuto è sottile Trasparente e visibile soltanto al buio È la vita: certe volte muoio Tra la gente ma le mani in mano O in tasca: è disumano E se fossi tu il mio posto nell’universo? E se non fosse giusto il mio linguaggio ma il mio corpo? È una musica che non si sente mai davvero Incompresa ma non si può farne a meno Per tutte le ore del giorno Riempi la testa al morto Legami a te, più stretto Sta cigolando il letto Il controllo sull’orgasmo dell’altro Ciò che è taciuto è sottile Trasparente e visibile soltanto al buio È la vita: certe volte muoio Tra la gente con le mani in faccia E facce rosse e mani altrove E se fossi tu il mio posto nell’universo? E se non fosse giusto il mio linguaggio ma il mio corpo? È una musica che non si sente mai davvero Incompresa ma non si può farne a meno (Continua...) [Stefano Dec...

Al di là del fiume

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Se questo luogo non fosse più un luogo fisico Potremmo costruire fondamenta sopra il fiume Se questo spazio avesse spazio per le nostre divergenze, deviazioni, conflitti, crisi e implicazioni Hai valutato tutte quante le mie dimensioni? Hai preso in considerazione le mie aspirazioni? A lungo andare imparerò a nuotare Ma nel fiume e non nel mare Arrivando al di là del fiume Ho utilizzato tutte quante le mie percezioni Per arrivare fino al centro delle tue emozioni§ Oppure mi sono inchiodato Sul diritto legittimo di esserne informato Ho fatto tutto questo per bisogno naturale Di esprimermi cantando anche se non lo so fare Ho dato tutto per poterti avere e mantenere Curare e conservare Come il piccolo col fiore In sintesi, buttarmi dentro il fiume e respirare A braccia aperte imparare a nuotare Arrivando al di là del fiume Hai valutato tutte quante le mie dimensioni? Hai preso in considerazione le mie aspirazioni? Se questo spazio avesse spazio per le nostre divergenze, deviazioni, confli...

Menomia

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Parlo col corpo per parlar con te, il tuo corpo parla e io lo ascolto... con aria sognante e prendo appunti sul mio corpo, e la definizione è devastante. Parliamo di quello che fu, di quello che subì, di quello che vorrà patire. Parliamo di quello che non tornerà più, d’altronde patire è l’anticamera del morire. Parliamone una buona volta, che sia la volta buona, in seguito non ne parliamo più. Ma il seguito è un copione che si ripete come costrizione e chiede amore e corpo e ancora... a fare le ore piccole, sul filo di un telefono, su un divanetto rotto, oppure dietro un albero. Metonimia del nome per il corpo, ché più si dona e più sei meno mia e più sei meno mia e più ti amo e più son meno tuo e più ci amiamo. Ti amo. Se tu sei meno mia. Menomia. (Continua...) [Stefano Decandia]