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Visualizzazione dei post da 2016

Canzone dell’Ombra

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Baciami senza rete Baci con le manette Guardami in faccia O nella schiena Spegni lo schermo Lascia la cena Ti dirò… vedo nero Rivedo in te veleno Rido mentre avveleno Stingo l’arcobaleno Mi sveglio sbadato alle quattro del mattino Mi sveglio sfasato coi biscotti del mulino nero Danzo come cigno nero Pieno come cimitero Triste come mietitore Matto come malincuore Male come ma l’umore? Arte come artefatto Epidermico mi gratto Gatto ingrato mal tigrato Ma ti senti cosa dici? Ma ti senti male? Ma ti senti in grado? Ma ti sei visto bene? Ma ti sei visto mai? Ma chi sei? Mi domando mentre specchio al lago Mentre infilo l’ago Mentre preso all’amo Mentre penso vago Vago mentre penso Mente in sovrappeso Corpo senza peso Mi sveglio sbavato alle quattro del mattino Mi sono sfogato con tre anfore di vino nero Danzo come cigno nero Pieno come cimitero Triste come mietitore Matto come malincuore Male come malamore Arte come artefatto Epidermico mi gratto ...

Odissea nel Linguaggio

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Come disse Ulisse Una volta a casa « Siamo isole su un’isola » Itaca Cento facce Cento venti Cento volte ventotto giorni “Quando torni? Non sei stato mai a guardarmi Tu non c’eri mai e i ritardi Chi proteggi? Chi ti salva?” Morto il padre morta lingua-larva Era tardi Eravamo come amanti di-amanti Ben tagliati ma così distanti Imbavagliati al buio Genitori all’oscuro Piangendo i santi E noi smarriti nel futuro Copiando i grandi Reclamo origini animali Rinnego i sani Confesso tutti i mali e le anomalie Curatemi le mani non le malattie Rivendico gli albori, i natali, gli alberi, i simili Come disse Ulisse « Isole su un’isola » Proprio come Ulisse Esule sull’isola Come disse Ulisse Listen… Proprio come Ulisse Listen... Listen to you... Disse Penelope Al cospetto d’Ulisse – Alcol sospetto – « Aspetta che finisca questa tela » Talamo d’ulivo Modulo livore “Mi rivuole cento volte condannata a morte Maledici le radici Non mi piace il mare Me le di...

Meteo-riti

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Se stanotte cade un meteorite Dite voi dove lo preferite Sulla casa del vicino o sulla schiena? Se colpisce la sua autovettura O trafigge la sua barca a vela Piangerà la sua famiglia Tutto è di sua proprietà Ha una figlia che si barcamena Post-menarca, post-apocalisse Ed un figlio che si fa la cera Meditando con Kundera Manicandela chin sa cullera Della collera col manicomio Sella, collare: eco-matrimonio Moglie-colla fino a tarda sera Meteoriti: vorrei il più grande che c’è Ci porterà all’estinzione Ci stringeremo tra umani Meteo-riti: mettono in scena il diluvio Danza fra corpi viventi ed inanimati Me, te o riti? Ci stringeremo le mani (Continua…) [Stefano Decandia]

Ricerca illusoria

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Ti scrutavo e mi cercavi Fra i vicoli tra i colli Colle borse Scorgevo i sanpietrini Il lastricato, i citofoni Cercavo le mie chiavi Il numero d’interno Le scale d’una volta D’alabastro venato verde L’ascensore con la gabbia Ambivo e non sapevo del mio appartamento Speravo d’incontrarci sotto casa, sul portone Assi verticali brune con cerniere arrugginite Salivamo a piedi, discutendo Tu sulle tue gambe Io a disagio sciancato Ti prendevo una valigia passeggiando sulle uova Tu tiravi vigorosamente l’altra Mi parlavi di un tuo vecchio amante « Andiamolo a trovare, sta al piano di sotto, potrei trattenermi lì.” » – Non l’ho più visto, non lo sento da anni. – Un’altra porta scura I nomi sopra il campanello I numeri degli internati Provo diverse chiavi Finché non siamo nell’andito Vociare femminile Le altre non ci raggiungono Siamo dentro la camera Scelta di brande e pareti armadi Ante aperte: cappotti, soprabiti Possibile...

Diserzione della tavola

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C’è bisogno dell’invito Della convocazione Ci hanno detto: Devi alzare la mano – Non parlare con la bocca piena A pasto si sta insieme – Diserzione della tavola Non puoi prender la parola Devi avere la parola – Non lo vedi che non ho finito? Non interrompermi – Perplessità Esprimi mentre mastichi – Piano Con le mani, qui, non mangiamo – Il tuo corpo è casa tua ma comando io – A pasto si sta insieme S’incollano legami « Stamani… » – Non si parla con la bocca piena! Stasera Ancora tutti insieme per la cena – A pasto si sta insieme S’incollano legami Morale della favola Abbandono della tavola (Continua…) [Stefano Decandia]

Affermi d’amarmi

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Affermi d’amarmi Poi premi per non parlarmi Comprimi la terra sotto il tappeto È pioggia di polvere dal soffitto Affermi d’amarmi Poi fai di tutto per non guardarmi Occhiali da sole, bende, visiera schiacciata in testa Fingi di offrirmi le terga Pur di voltarti alla finestra Affermi d’amarmi Dimentichi d'amare il mio corpo Ti offri di leccarmi Distratta diffami le mie carni Affermi d’amarmi Poi non dài riguardo al mio corpo La danza del morto L’unico rimedio per salvarmi Una mattina mi son svegliato Oh bella ciao, bella ciao, bella ciao Una mattina mi son svegliato Scordandomi d’amare il tuo corpo (Continua…) [Stefano Decandia]

Nelle parole non c’è nulla

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Scopro, a mie spese Che nelle parole non c’è nulla Scopro, cielo impietoso Che ogni vuoto è balsamo Godo di un’orticaria Che scrive ma non parla Stende segni sulla pelle Snobba la carta Dice tutto Ma i suoi graffi rossi Non producon senso Per i miei lobi zotici Non provano consenso Una volta Provai a districarmi Tra rovi nuovi e corvi bianchi E corsi, piansi Ma non trovai la strada Trovai la bottiglietta Verde del Citrosil E la calligrafia Disgrazia d’epidermide Bambagia rossa Nemmeno un pachiderma Con leva d’Archimede Potrebbe sollevarmi Dall’ultima scoperta: Nelle parole non c’è nulla Mala puntura brucia Gonfia la bolla Dà voce al corpo Il click della mandibola Click clack Scandisce le pause Ma nulla dice Come le immagini della tac L’attesa del referto La fila per la prima fila del concerto Nello stadio coperto Mentre il teatro è deserto Nelle parole non c’è nulla Eppure frullano nel teschio ...

Come sei bella

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L’ha detto pure Piccone Stella Come sei bella Sei hai un lavoro e una carrozzella Se tuo marito a fine settimana Ci gioca più di un quarto d’ora Ti senti fortunata « Sì, perché lui mi aiuta » L’ha detto pure la Saraceno Tu molto bella Lui poco scemo Non è lui che partecipa Sei tu che fai di meno L’ha detto pure la Naldini Quanto sei brava coi bambini Quanto sian bravi i nuovi padri Con i foulard a quadri Portano a casa il pane E le bambine a danza Il grande a calcio – C’è portato « Ma il piccolino a violino » Portano a spasso il cane E mai il maschietto a danza Forse col magrolino Ci hanno perso la speranza (Continua…) [Stefano Decandia]

Sonno Vetro

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«Le ferite guariranno» Mi dicesti il primo giorno «Con impacchi e devozioni Si risveglian l’emozioni» «Sono qui per te» – Sono qui per terra – Sono a terra «Sono terra» E finivo sottoterra «Cicatrici spariranno Tra i cunicoli del sonno» Prendon vita adorazioni Benedette polluzioni «Sono qui con te» – Sono qui contento – Son contento «Son con te» E restavo senza Me Restavo fuori di Me Le lesioni del tuo amore Non son mai superficiali Eri tu così profonda Come i solchi che hai tracciato Con l’aratro sulla terra gli antenati Incatenati col fucile ed il coltello imbracciato E il cappello accartocciato Non son poi con te Non son poi contento Sonnolento Sogno te Stando attento Non son più quieto Sono vetro Sonno Vetro Sogno vetro Resto senza Me Resto fuori di Me (Continua…) [Stefano Decandia]

Piovicchia

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Ti ricorderai Di me che urlavo a bassa voce Dove vai? Guardami negli occhi Quando parlo Tu non mi ascolti mai Seduto non mi puoi vedere più Non posso stare in piedi Ho un ginocchio che mi scricchiola Mi ricordo bene Quel tuo sguardo L’arrivo col sorriso Poi la metamorfosi del viso Lasci la maschera all’ingresso Il trucco sgocciola Come gli ombrelli se pioviggina Scende la pioggia Cade la chiave Su cosa tutto poggia? Sfugge al rifugio Mette la faccia Chi nel discorso Chi sulla gruccia Piovicchia Da anni Sui nostri malanni Scende la pioggia Cade la nave Succosa, tutto poggia Sfugge al quesito Smette la faccia Chi nel discorso Chi sulla guancia Piovicchia Da anni Sui nostri malanni (Continua…) [Stefano Decandia]

Come stimoli commestibili

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Mettiamo giù i pugnali Non siamo più stranieri Ci siamo dati in dono Ci siamo presi al volo In quest’innesto Ci riconosciamo simili Scambiando sguardi Come stimoli commestibili Tu m’hai portato il fuoco Lo custodisco Tu custodisci il mio E lo alimenti Quando sta morendo Faccio altrettanto Con il fiato Non coi combustibili Scambiando voci Come stimoli commestibili Mettiamo giù i coltelli e le catene Siamo declinazioni della stessa specie Intelligenze che hanno superato il razionale Affezione intuizione Approssimazione al fuoco (Continua…) [Stefano Decandia]