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Visualizzazione dei post da 2019

Maledetto mito dell’androgino

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Maledetto mito dell’androgino che ci vuoi spezzati quando rigidi e razionali guardiamo l’altro dietro gli occhiali con la matita e la cartellina segnando dentro la casellina i requisiti fondamentali Maledetto mito che ci vuoi tranciati di netto e tal senso di imperfetto ci conduce alla chirurgia dalla mania per l’estetica sono alla settima anestesia totale, ho fatto fuori l’animale ma manco lui è scappato via abita in me come cadavere Maledetto che ci vuoi recisi quelli tra noi più fragili steli delicati perennemente in crisi così precisi e vulnerabili in balia di esseri abietti quanto venerabili Maledetto mito dell’androgino che ci vuoi mozzati corpi pezzati, macelleria quella da branda una botta e via un’altra tacca nelle bretelle ché la cintura ci fa paura Maledetto mito che ci vuoi tronchi a colpi di scure un colpo secco che ne risenta il baricentro e barcollando come sbronzi battono tempie sopra gli spigoli parte il concerto di batteria ...

La poesia dell’abbandono

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La poesia dell’abbandono abbracciami mi sento solo Ho bisogno di sostegno da chi ha lasciato il segno Ma sei tu che mi hai lasciato solo forse è meglio che mi muovo La ferita è l’abbandono abbracciami mi sento solo ma le braccia tue non trovo è meglio che non ci provo Ogni giorno io ti penso ma è logico che non ha senso Il malessere più denso non puoi spazzarlo tu Fossi tu a colmare questo vuoto che pretesa senza scopo Malattia dell’abbandono abbracciami mi sento solo (Continua...) [Stefano Decandia]

Quando bevo non sento

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Quando bevo non sento L’alcol mi tappa le orecchie Non sento le tue ragioni Non riesco ad ascoltare la tua visione del mondo la tua versione della storia Sento il suono prodotto dalle tue labbra in movimento Vedo la tua lingua farsi battaglio ma sopratutto gli occhi sparire nell’incavo delle orbite manifestazione di eccessivo stupore Tanto che proprio non capisco come tu possa non darmi ragione Cuore di spugna secca taglio e incarto lembi del tuo corpo inerme Non c’è bisogno che tu finisca la frase in quanto – non capendo più nulla ho già capito tutto e appena apri bocca ho impazienza di risponderti e col mio eloquio contorto altro non faccio che chiuderti la bocca spingerti all’angolo È l’unico liquido per via del suo effetto tossico ad essere in grado di far salire il galleggiante che aziona l’interruttore E allora click si spegne tutto è un modo per arrestare il flusso l’unico – di mia conoscenza per spezzare l’anello per evitare il ritorno q...

Non abbiamo saputo starci vicini

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Non abbiamo saputo starci vicini ci siamo percepiti diversi, incompatibili il sole illuminava le nostre incomprensioni e le nostre ombre, sempre più dense, si scontravano non siamo riusciti ad essere “noi” ma solo “io” ed “io” ognuno nel proprio mondo e in questi mondi abbiamo pianto, riso, vissuto: distanti Ogni giorno abbiamo scoperto qualcosa di noi stessi qualcosa di orribile: ciò che realmente siamo e non l’emblema di come ci credevamo non abbiamo saputo darci l’un l’altro troppo intenti a contare chi fosse il primo e chi l’ultimo il tuo corpo moriva nel mio perché insieme era noia Non era più amore e sarebbe stato disonesto aspettarsi ancora [Stefano Decandia] * Mia personale rivisitazione di " Se saprai starmi vicino " di Rosita Vicari

Mungipietre (Björk - Stonemilker) traduzione sommaria emozionale

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Il Mungipietre * (Björk - Stonemilker) Un accostamento del destino trova le nostre coordinate reciproche I momenti di chiarezza sono così rari, meglio documentarli: alla fine la vista sarà feroce Tutto ciò che conta è: Chi è a sangue vivo e chi si è coagulato? Chi può di nuovo condividere e chi si è chiuso alle possibilità? Mostrami rispetto emotivo, rispetto Ho dei bisogni emotivi, ne ho bisogno Desidero sincronizzare i nostri sentimenti Cos’è che mi fa sentire il tuo dolore? Come mungere una pietra per farti dire: Chi ha aperto e chi ha chiuso? E se ci si sente chiusi come ci si tiene aperti? Abbiamo bisogni emotivi, bisogni Desidero sincronizzare i nostri sentimenti Mostra un po’ di rispetto emotivo, rispetto E vieni a vedere quanto lontano Vieni qui dove vedrai Oh, se vedrai, mio caro Un accostamento del destino troverà le nostre coordinate reciproche [Stefano Decandia] * Mia traduzione sommaria emozionale di " Stonemilker " di Björk

È maschio ma è femmina

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Il coltello è maschio ma la spada è femmina Il tegame è maschio ma la padella è femmina Il guardiano è maschio ma la guardia è femmina La zebra è maschio ma la zebra è femmina Il gatto in Italia è maschio ma sa gattu in Sardigna est femina Le stelle in Italiano sono femmine ma sos isteddos in Sardu sun mascros Il conflitto è maschio ma la guerra è femmina L’armistizio è maschio ma la pace è femmina Il poema è maschio ma la poesia è femmina Il verso è maschio ma la strofa è femmina Il silenzio è maschio ma la quiete è femmina (Continua…) [Stefano Decandia]

Sii ardesia

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Sii ardesia si spezza ma non si piega fatti in mille pezzi, cresci non piegarti mai più Ricomponi i pezzi vivi a pezzi sii libera fallo anche per loro trasmetti libertà Fallo per la femmina soprattutto ma specie per il maschio cresci e prendi i pezzi non piegarti mai più Sii leggera come ardesia si spezza ma non si piega non permetterlo non piegarti mai più [Stefano Decandia]

Amore moderato

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Mi ama? Mi chiedo ogni anniversario Mentre conto i bigliettini dei sanvalentini metto in ordine di tempo nel diario petali secchi sbiaditi Mi ama? Mi ha mai amato? Leggo le sue belle parole nella miglior calligrafia parole che non ho più sentito segni che non ho più visto Mi ama? Mi ha mai amato? Ma almeno è stato innamorato? Rimpiango l’amore andato Mi chiedo se mai sia stato infuocato Mi ama? Non più Mi ha mai amato? Se sì, in modo molto moderato Ma almeno è stato innamorato?

Il Codice Latticino

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Se potessi interpretare il Sogno... Ho deciso di cambiare il mondo Di combattere senza violenza Ogni gesto sarà Resistenza La mia forza sarà Gentilezza La mia rabbia sarà sottovoce Ché le urla non fanno mai breccia Son rumore che prosciuga il cuore Voglio andare al centro del problema Farmi un giro mano per la mano Ché il problema Noi lo risolviamo Piano piano non poi così piano Questo Latte sia solo l’inizio Perché l’Isola riaccenda i fari Come le fontane di Rodari Siano Amici tutti gli animali * Ho deciso di cambiare il mondo Di combattere senza violenza Ogni gesto sarà Resistenza La mia forza sarà Gentilezza (Continua...) [Stefano Decandia] * Gianni Rodari, Filastrocca di Capodanno

Chiodo di Cristo per Signora

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M’innamoro di te perché sei una persona in tutto simile a me pertanto non ti capisco Sei emersa dal lavacro remoto Espressione del bisogno di espellere che accompagna i periodi blu Luce nera riflessa nel buio Hai giurato la fede sulla Forma di Pietra Con lama punta nell’incavo del polso Chiodo di Cristo per Signora Abiura per il sacrificio che frantuma la luna che consuma la lupa che forgia catena lunga che ustiona la schiena Quando – dopo i rituali s’alza il baleno della quiete al calar della sera Il tuo planare da medusa immortale si sincronizza col mio pulsare In questo conflitto simmetrico che tende al triangolare abbandoniamo l’alleanza simbiotica rifuggendo dall’opposizione In questa impossibile posizione ci mettiamo comodi di traverso Troviamo conforto nel Canto dei Pesci: Bocche boccheggiano Bocca “O” Bocca zero Occhio di lato Fanno vertice i dentici così diversi così sfuggenti Sappiamo che ci hanno capito E noi – identici proprio...