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Visualizzazione dei post da 2013

Ci trovarono abbracciati

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Alberi Nuvole Era così grigio che io e te Ci guardammo Spaventati Ci trovarono abbracciati Lunedì Ciao papà Esco con l'amico mio fidato Mi sorridi Come sempre Ma ti trovo preoccupato Ci trovarono abbracciati (Continua...) [Stefano Decandia]

Denti marci

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Con i miei denti marci Ti morsico le ali Mi resta qualche piuma in bocca Ogni stella ha chi la tocca Prepara il vestito di ferro E un tubo lungo così Mi sento d'allontanarmi Mi sembra di non esser mai stato qui Mi lancio fra meteo-drammi E carcasse superstiti Paure non ho Rimpianti non ho La luce è il mio mostro Il buio è rétro (Continua...) [Stefano Decandia]

Soffro d'insomma

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Se la vita va a dormire Resto un po’ qui A fantasticare Poi spengo io Se la vita fa dormire Soffro d'insomma Accuso Ansia Sto sveglio All'erta Distante Da te Che sei sotto coperta (Continua...) [Stefano Decandia]

L’ultima volta

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L’ultima volta Che mi son fidato di un amico Son finito in ospedale Ma non glielo dico L’ultima volta Che mi sono preso cura di te Tu non ti sei curata Di farlo con me Tu hai preso uno spavento Io troppo vento E di concerto Futile ogni commento È certo che non mi hai mai visto sgomento Ormai l'ho inciso sul petto: «Noi non stiamo dormendo!» Stiriamo i nervi Mostriamo i denti Tiriamo avanti A stento lamenti mancanze Distanze, assenze, speranze Aspiro a una vita normale Ognuno aspira a ciò che non ha Aspettativa di vita Piroetta, aspetta che si avvita Comincio a sudare Respiro pesante E fingo di dormire Girato dall'altra parte (Continua...) [Stefano Decandia]

A volte il mondo vibra

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A volte il mondo vibra E ti sembra di vibrare con lui Ti vuole dentro come una formica A volta t'agiti per poca cosa Spalancando tutti i lembi della ferita L’ennesimo autoscatto Invidio il tuo specchio E gli auguro sette anni di sfiga Tu schiacci con l'indice Io sono tuo complice E vorrei avere la tua lingua fra le dita (Continua...) [Stefano Decandia]

Gallo di notte

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Povero gallo Il tuo canto incompreso Disturba nella notte Chi dal letto non è sceso Volevan lavorassi di mattina Ma a te, quando la notte s'avvicina Ti viene lì per lì la tremarella E se non canti un po' Per te la notte non è bella (Continua...) [Stefano Decandia] Immagine: Gallo solitario - Fatom

Il collezionista (D’arte antica)

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Ti muovi da collezionista D'arte antica Raccogli i pezzi Li esponi in una teca Ma son talmente tanti Non ci stanno Si scavano un anfratto Nel profondo Son tutti in fila Di un ordine primario Ognuno col suo libro Il suo segreto Messaggio autentico di vita Sepolto nell’immaginario Erigeranno strade Dal profondo (Continua...) [Stefano Decandia]

Al telefono per ore

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Ti sta venendo il vizio T'ho scamminata io Almeno delle mani Non puoi più farne a meno Di notte non m'ami Al telefono per ore Ti prendo a noleggio Ti riporterò domani È inutile che tieni Il seno fra le mani Se solo me lo mostri E non lo dài È inutile che mordi Le mie labbra come i cani Se poi il mio sangue Ti fa vomitare Come mai (Continua...) [Stefano Decandia]

Il suicida quieto (Suicidio al lago)

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L’uomo che non vedo in faccia Inquadratura tagliata Cammina all’indietro sul pontile Lasciando orme nere Sulle assi di legno Come d’inchiostro denso e abbondante Fino a lasciarsi cadere nel lago Fine dell’esistenza Io non c'ero A meno che non fossi quell'uomo Un suicidio sereno La cosa giusta da fare Come rinascita Che lascia il segno Incedere lento Sicuro, elegante Determinazione e quiete (Continua...) [Stefano Decandia]

Le linee delle mani

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Quando credevi che l'amicizia fosse tutto E avevi illuso il mondo che il tuo spirito Una volta uscito dal tuo corpo Avrebbe abbandonato questo Per qualcosa di meglio Più amore, più puro Meno passato e più futuro Se poi onestà avesse preso il sopravvento E intimità si fosse fatta spazio fra le rughe Sarebbe finalmente rimasto il resto Gli avanzi, i rimpianti Le linee delle mani (Continua...) [Stefano Decandia]

La donnina porno

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Della donnina porno Che mi fa compagnia La faccia non si vede Però è meglio così Adesso del suo corpo Sono una parodia La mano non si vede Immaginala tu L'odore ancor si sente Sarà passato un attimo Lasciatemi riprendere Che riprendiamo subito Filmiamo il tutto Oscura il viso Apri le cosce Chiudi gli occhi Così sento la speranza Che ti tocchi Manda fuori, vita Lingua, seno, dita (Continua...) [Stefano Decandia] Immagine: Femme au corsage vert - Egon Schiele

Via dei Sani N° 1

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Senza soffitto Posso star dritto Senza cucina Mangio in cantina Non c’è neppure il pavimento E ci risparmio il patimento Non c’è nemmeno l’ombra del letto E ci consumo il delitto perfetto E se volessi pisciarci dentro È desiderio o godimento? Ma è disgustosa come nessuno In via dei Sani numero uno (Continua...) [Stefano Decandia]

Amore chiama vino

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Sei sinuosa Come bottiglia di vino Presa dalla cantina Labbra di ragazzina Su uomini mandarino Se l'argomento è vino Sono mela cotogna Alcol di cui mi cibo Stappami questo vino Sapore canterino Baciami sulla buccia Amore chiama vino (Continua...) [Stefano Decandia]

Caravaggio (Il taglio delle vene)

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Io sto inseguendo un sogno E ha la morte tatuata su un braccio Un poker di teschi sul cuore Ogni goccia uno schizzo di Caravaggio Che si taglia le vene da pazzo Ogni taglio è impreciso Bisturi arrugginito Figlio di un chirurgo indeciso Le sezioni sul viso Disegnate da un cieco Dal talento esiguo e mancino La ferraglia che guarnisce le ossa E ti rende un robot decorativo Sta ossidando al contatto Con l'anima inutile Che hai perso al gioco del mimo Per non parlare del tuo sorriso Una piazza d'olio sul cammino Mentre quindici uomini su cassa da morto S’ingroppano un altro bambino (Continua...) [Stefano Decandia] Immagine: Davide con la testa di Golia - Caravaggio

Congratulazioni

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Fa’ come credi Fa’ come dicono Fa’ tutto ciò che mi sembra ridicolo Avrai ragione sulla mia condizione d'aggressore Sarà la tua posizione Fammi alzare la voce Intrecciare le mani Sto rischiando un infarto Incrociamo le dita e quant'altro E speriamo che domani riposiamo Non mi fai mai dormire Mi dici la notte E all'alba ripeti le stesse note Sarebbe normale scappare Toglitelo dalla bocca prima di andare Ti è stato dato un dito Hai preferito un arto E poi un altro Non avrai quel che vuoi Se vuoi quel che non hai Vuoi andare via ora? Va bene, ma perché proprio ora? Potrei stare qui a muovermi Tu sembri ferma da un'ora (Continua...) [Stefano Decandia]

La fattura

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Sei la mia fobia specifica Mi sento tutto un brivido Lama attraversa l'animo Taglia i ritagli di tempo Io ti sto evitando Per stare con te Trita l'attrito esaurito Io faccio di tutto Per stare con te E stasera mi butto Mi lancio dallo sgabello Con un nodo al collo Equilibrio precario Che rende sommario Lo stare con te Amore monofobico Amore a senso unico Amore a mano Come le bombe Amor minato Mal combinato C’è chi ti acquista Chi ti conquista Insomma rilasci fattura fiscale O esoterica magica nera Quella è per me (Continua...) [Stefano Decandia]

Il doppio legame di Narciso

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1.1 Narciso avea un mantello E nodo intorno al collo Vagava pe’ la riva 1.2 Narciso avea un mantello E nodo intorno al collo Volava pe’ la riva 2.1 Narciso avea un martello Ma lo scagliò in ammollo Così restando a galla E prossimo alla riva 2.2 Narciso avea un martello Ma lo scagliò nell’acqua Così restando a mollo Ma prossimo alla riva 3.1 Narciso avea un coltello E posto intorno al collo Pensava alla deriva Pensava: “Quando arriva?” 3.2 Narciso col coltello Recise le sue carni E visto tutto il sangue Pensava: “Che rovina!” 4.1 Narciso pe’ capello Che lo fece impazzire Aveva Belzebù Aveva in mente uno stornello Che non cambiava più 4.2 Narciso pe’ capello Che lo fece impazzire Aveva Belzebù Aveva in mente uno stornello Che non cantava più (Continua...) [Stefano Decandia] Immagine: Metamorfosi di Narciso - Salvador Dalí

Del silenzio

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Sciacquatevi la bocca Voi che del silenzio Vi fate paladini Quando questo non vi tocca Smettete di riempirvi La testa di parole Se poi le denigrate Fino a rincoglionirvi Chiudete gli occhi Chiudete i libri e state zitti In silenzio Così come descritti Chiudete palpebre e finestre Libri sotto il cuscino Datevi al vino non canterino Dentro il mutismo che vorreste Perdete il sonno. Primo vento d’autunno Portali via con te Spiegagli che il tuo suono Tutto è fuorché silenzio Tendigli il tuo rumore Gridalo forte al cielo Digli che non è vero Vivere nel silenzio (Continua...) [Stefano Decandia]

Tutto mi parla di lei

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Tra amici: - Tutto mi parla di lei. - Butta via tutto e goditi il silenzio. [Stefano Decandia]

L'insetto

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Credevo io d'amarti come un insetto Ché tutto il bosco era mondo per noi Insetto senza occhi Per guardare rose, foglie Evitando ogni goccia di pioggia Ricordi il caldo sotto la quercia? Ecco, quello era avere forza Ora, il dolore mi blocca La ragione mi spinge Il cuore mi scoppia Credevo io d'amarti come un insetto Abbracciarti, stringerti Con tutte le mie coppie di zampe Tra un paio e l’altro, spazi immensi Da cui scivolare Da cui evadere Mai ti potrò incatenare Un insetto non è un carceriere Un insetto non è una prigione Anche senz’ali sogna di volare Forse un insetto no Non può mirare a un fiore Credevo io d'amarti come un insetto Ma le mie antenne forse Forse si son sbagliate Forse erano scottate Dal sole che di notte Pur senza il Suo permesso Osava farsi vivo [Stefano Decandia]

Le luci

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Non devo e non posso mostrarti la luce. La tua luce. Non devo e non posso nemmeno indicarti la scintilla che accenderà quella luce. La tua luce. Posso solo dirti che io credo di vedere la luce, la mia luce, seppure in lontananza; e che io credo di aver intravisto alcune scintille che potrebbero accendere quella luce. La mia luce.   (Continua...) [Stefano Decandia]

Gesù incarnato

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Gesù incarnato La carne ha divorato Nato a Betlemme Ubriaco perenne Flagellato Innamorato dell'uomo sbagliato Coronato di spine Amante dell'eroine Salito al calvario Disceso al contrario Crocifisso Sì, ma col posto fisso Risorto Un futuro da morto Egemonia Sui profeti con il fiato corto Liberaci o messia Dalla tua tirannia (Continua...) [Stefano Decandia]  Immagine:  Martin Kippenberger

Amarsi è specchiarsi

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Amarsi è specchiarsi nell'altro, fino a diventare l'altro. Ed è per questo che perdere l'altro è il dolore più grande: perché si perde sé stessi. [Stefano Decandia] Immagine: Narciso - Caravaggio

Carne da galera

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Frana un mondo in rovina Attutito dal pianto di una bambina Che avrà trent'anni ma non indovina Cosa avverrà prima che succeda La moglie ammutolita Scoprì che il lupo abitava in cantina Prendeva il vino per feste in piscina E si placava con carne bovina Quando l'occasione si fece vicina Afferrò con la bocca la povera ingenua Il sangue colava Il pelo cresceva L’arrivo furtivo le salvò la vita – Mamma! – la bimba gridava Le cadde la pensione con cui campava E visto lo sguardo della megera Si tramutò nell'uomo il qual era Carne da galera (Continua...) [Stefano Decandia]

La conversazione # 1

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Non potrai mai comprendere a fondo cosa sto dicendo – cosa voglio dire e cosa riesco a dire – e cosa sto comunicando – cosa voglio comunicare e cosa riesco a comunicare – se perdi le sfumature della mia voce; gli impercettibili movimenti delle mie palpebre; i gesti inconsci di ogni singolo centimetro del mio corpo. Come puoi pretendere di comprendermi, guardandomi di sbieco, da una fessura o pensando ad altro. Come puoi pretendere che io mi spieghi, che sfami la tua impazienza di arrivare al fine e alla fine. E come potrei ascoltarti quando manca l’audio. Riconosco quei caratteri standard senz’anima, svuotàti e privi di ogni sbavatura. Come potrei ascoltarti, se devo risponderti a tono, se no sparisco o non sono in linea. Se devo leggerti ma non le labbra. (Continua…) [Stefano Decandia]

Il misero bambino

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Un misero bambino Che non contava niente Decise un giorno, di contar la gente Il misero bambino Contando col ditone Recise un fior, lasciando le persone Così contando i petali e le foglie Del fiore non restaron che le spoglie [Stefano Decandia] Immagine: Edward Gorey

Il chiodo

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Il mio cuore affaticato Porta un peso Che le mie braccia stanche Non sanno accompagnare Lo rende noto un battito affrettato Un’ombra Come ormai la chiamo Lacrime non stillano nemmeno Tanto è arido il foro In cui s'è insinuato il chiodo Gli orli di quel foro Incrostati di veleno Viverlo di nuovo Infuocare il chiodo Trafiggermi lo sterno (Continua...) [Stefano Decandia]

Solo per ricordarmelo

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Io. Ricalcando le vertebre Della tua schiena nuda Farei talmente piano Che ci vorrebbe un anno E le mie dita scheletriche Chissà che scosse avrebbero Mi taglierei la mano Solo per ricordarmelo Io. Assaporando le tenebre Della tua pancia asciutta Farei talmente forte Che ci vorrebbe un tappo E le mie labbra livide Chissà che scosse avrebbero Mi spillerei la bocca Solo per ricordarmelo Ottimo il fildiferro Per ricucirsi i pezzi Ghiotto lo starti addosso Squisito frutto fresco (Continua...) [Stefano Decandia] Immagine: Egon Schiele

Il chicco di mais

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C'era un chicco di mais Che sognava di diventare un pop corn Ma non valutava che per cambiare Un bel po' si doveva scottare Mentre pensava alla sua folta chioma bianca fluente Bruciava nell'olio bollente Di lui non rimase che niente [Stefano Decandia]

La serranda

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Dormo tutta la notte Con la serranda alzata E appena mi sveglio la abbasso Ché non ho voglia di vivere oggi Non ce la faccio Noi non siamo felici Siamo di passaggio Siamo di corsa E a me fa male un polpaccio (Continua...) [Stefano Decandia]

Immerso

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Se fossi emergente Avrei sì i piedi sott’acqua Ma la testa fuori Invece sono immerso I piedi piantati nella sabbia E gli occhi chiusi Ché li brucia il sale dell’acqua Afferro le caviglie per estrarle Come denti da una bocca Che non devo più sfamare Le stringo Le potrei spezzare Mi mancano le forze Ché non so nuotare (Continua...) [Stefano Decandia]

Il bimbo iperattivo

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Il bimbo iperattivo Non è così cattivo Attira l’attenzione Senza concentrazione Si muove un po’ d’impulso Ogni suo gesto è insulso Vorrebbe metter fuoco Al suo compar di gioco Il bimbo iperattivo È certo più aggressivo Da pessimo studente È spesso inconcludente Ma mica è uno sbandato È solo un po’ sbadato Ingurgita un presidio Che lo porterà al suicidio (Continua...) [Stefano Decandia] Immagine: Edward Gorey

Amore che fa male al cuore

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Amore che fa male al cuore Che si nasconde sotto il letto Mentre un'amicizia muore Che tu sia maledetto Se quel bacio non era sincero Che tutto bruci ora Se non era vero (Continua...) [Stefano Decandia] Immagine: Roland Topor

Barattolo d’olive

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Barattolo d’olive Ne son rimaste poche sul fondo Batto con la mano e ne acchiappo due Una la metto in bocca a lei, con tutte le dita L’altra la mangio io Ora sul fondo ci son solo due olive Ma c'è sempre l'acqua, che non deve cadere Sto per ripetere lo stesso gesto Ma lei mi dice: «Da’ qua!» Beve in un istante l'acqua dal barattolo, lo svuota Prende le olive Ne imbocca una per ciascuno – Che dita saporite, salate – Si asciuga la mano sulla mia barba E sputa l'acqua nel barattolo (Continua...) [Stefano Decandia] Immagine: Barattolo d’olive - inigammi

Che fanno gli uomini?

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L’umano contemporaneo resta in casa a pettinarsi tutto il giorno. Gli altri... si tagliano i capelli con schegge di pietra e preparano acconciature con rametti di legno e frammenti d’ossa. I vecchi stanno seduti in cerchio, il centro è un calderone, le rughe ruotano in orbita di pelle morta. Le donne hanno il viso coperto ma il seno è scoperto. La pancia è dipinta di verde, ma non verde petrolio, né verde militare. Solo verde. Le gambe son forti e robuste, più delle braccia. Le piante dei piedi son come di roccia. I bambini sono assordanti, volatili ma ordinati. I bambini non sono né maschi né femmine: sono solo bambini. I bambini distraggono i vecchi. I vecchi sorridono ai bambini. Anche i vecchi son solo vecchi. Le donne son tutte dipinte. Che fanno gli uomini? L’umano contemporaneo perde tempo a rimirarsi allo specchio. Gli altri... infrangono il viso sui cerchi nel lago, spaventano i pesci, non mangiano i pesci. I vecchi raccolgono frutta polposa, dolce, n...

Ti dovrei ascoltare

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Non ti dico tutto Perché non riesco Non faccio in tempo a digitare Non faccio in tempo a scrivere Tu sei lì che aspetti E non aspetti lettere Per dirti tutto Ti dovrei parlare Ti direi il possibile Ti dovrei ascoltare Ti vorrei ascoltare (Continua...) [Stefano Decandia]

Imparare a migliorare

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Lascio lo zoppo per chi è migliore di me. Voglio imparare a migliorare. [Stefano Decandia]

Solitudine

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Solitudine non è stare soli, è sentirsi incompresi. [Stefano Decandia]

Quello che provo per te

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Quello che provo per te, me l’ha detto il mio inconscio in un sogno. [Stefano Decandia]

I figli non si scelgono

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I figli non si scelgono né ci appartengono. [Stefano Decandia]

Essere sé stessi

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A volte essere sé stessi comporta diventare qualcun altro. Altre volte diventare sé stessi comporta essere qualcun altro. Diventare qualcuno comporta sempre essere sé stessi. [Stefano Decandia]

A modo mio

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Racconta sofferente allo psichiatra Citando una canzone di Sinatra – Dottore voglio fare “ A modo mio ” Perché da quando non mi sento Dio Non c’è nessuno più che m’idolatra – Risponde lo psichiatra prontamente Calmando con la voce il suo paziente – Sarai apprezzato per i tuoi progressi Che sono forte centro d’interessi Per chi si crede meno deficiente – (Continua…) [Stefano Decandia] Immagine: I veri pazzi sono fuori - Bruno Caruso

Amoremandarino

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Foglie di mandarino Foglie di mandarino Foglie di mandarino Ho voglie di mandarino Felice tu Felice io Mandarino Ho un mandarino nel cuore Per te che hai fame di mandarino Sbucciati mandarino Buccia di mandarino Spogliati mandarino Spoglie di mandarino Mandami Mandarino [Stefano Decandia] Immagine: Foglie di mandarino - inigammi   Video: Amoremandarino - Special-Ste

Il tempo per sé

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Fece carriera Arrivò in alto Ma perse tempo Il tempo per sé (Lei) Aveva un uomo E quattro figli Lontana da tutto il resto Disse: «Tieni il resto per te» (Lui) Le gambe lunghe Le mani scarne Rimase in contemplazione Ma non di sé (Lei) Non disse niente Non dissentì mai Non ti senti male? Ha l'anima l'animale? «È sofferente» rispose sempre Andando avanti Ma perse tempo Il tempo per sé Pensò che il tempo Non esistesse E allora perse il tempo Il tempo per sé (Continua...) [Stefano Decandia] Immagine: Il pensatore - Auguste Rodin

Cosa aspettarci dai nostri figli

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Cosa aspettarci dai nostri figli? Che abbiano le proprie idee, diverse dalle nostre, e che le esprimano, che le difendano e ci contraddicano sempre. [Stefano Decandia]

Temo quello che penso di me

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Temo più quello che io penso di me stesso che quello che pensano gli altri di me. Ma la verità, e solo la verità, fa luce su tutto e anche sul lato oscuro. [Stefano Decandia]

Pluralità

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L'indirizzo è la pluralità. La regola: nessun elemento può avere come principio la demolizione di un altro elemento. «La mia libertà finisce dove inizia la tua.» [Stefano Decandia]

Il conflitto tra me e te

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Il conflitto emerse tra me, te e le terre emerse. [Stefano Decandia]

Se vuoi conoscere una persona

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Se vuoi conoscere realmente una persona, prova a contraddirla. [Stefano Decandia]

I bambini sono tutti uguali

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Se i bambini sono tutti uguali, anche gli adulti sono tutti uguali. [Stefano Decandia]