sabato 16 giugno 2018

Ho perso

Ho perso la persona
che più ho amato

Ho perso un brandello di cuore
ventricolo sinistro
adiacente al polmone ferito
che tanto abbiamo cantato
Ho perso la gioia, il futuro sognato

Ho perso quei pianti
che sgorgavano ogni giorno
per l’incredulità d’esserci ritrovati:
Anime Gemelle

Ho perso le dita
Ho perso un braccio
e nessuno mi comprende
nessuno mi abbraccia:
«Fattene una ragione» dicono
«Cercatene un’altra»
come se le persone fossero sostituibili
come se fossi tu una persona qualsiasi
una conoscente, una collega
una vicina di casa a cui chiedere il sale

Ho perso l’ordine del giorno
Ho perso l’alba, la colazione da vassoio
la capriola fuori dal letto
Ho perso il grido
che ho cercato
con furore nella danza
Ho perso il mandorlo
Ho perso la speranza

Ho calpestato tutto
delicatamente scalzo
in punta di piedi
educatamente m’alzo

Mi sono punto i piedi
su quel tappeto d’aghi
Ho rinunciato a tutto
Ho messo via l’orgoglio
ma tutto ciò che voglio, ho perso

Perché sono sbagliato
perché rovino tutto
perché non vado bene
perché non sono giusto
perché non sono mai abbastanza
perché non piaccio ai tuoi
perché non seguo il filo
perché non vado dritto
perché comunque resto
l’essenza che detesti

Perché noi siamo uguali
e non puoi sopportarlo
perché se son bizzarro
tu lo sei tanto quanto
ma vuoi seguire il filo
vuoi camminare dritta
perché vuoi andare bene
a costo d’eclissare
l’essenza che detesti
l’essenza che Tu sei

[Stefano Decandia]

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