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Visualizzazione dei post da 2014

Amore Zombi

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Il mio corpo mutilato non amato da te Come un porco si è smembrato tra zombi e paté Carne da bisteccheria con intorno te Contorno d’amor che non c’è Una volta morto s’è svegliato Infastidito dal sole E dalla meraviglia del creato Ormai buono solo ad ingrassare Nonostante la putrefazione Ottimo con lingua, cuore e sale Ecco la delizia del malato Non l’hai mai provato col limone? (Continua...) [Stefano Decandia] Immagine: Rick Genest "Zombie Boy"

Ti incontro mentre dormi

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Ostinato io ti incontro mentre dormi Destinato il nostro incontro da un addio Nei miei sogni non sei sfuggente Nei miei incubi ricorrente Tormentato io ti incontro mentre dormi Rovinato il nostro incontro dal passato Nei miei sogni la mia invenzione Nei miei incubi la realtà Vorrei lasciarti ed essere lasciato Saremmo entrambi liberi Di viverci E liberi: dividerci (Continua...) [Stefano Decandia]

Amarsi con le ossa

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Il fascino di casa abbandonata Si mescola a natura contaminata Quelle inferriate poste successivamente Un pugno all'occhio alla finestra fatiscente I braccialetti di filo spinato Le collanine di terra e selciato E rotolarsi amarsi con le ossa Lussarsi spalle e scapole in una sola mossa D'altronde quel cancello arrugginito Ha miagolato più del letto E delle assi del soffitto Il latte in bocca e il sangue alle ginocchia Ci amiamo ancora come quella volta? Entrambi bambini curiosi feriti ma mai impauriti Soltanto decisi ad aver tutto quel che gli tocca Non togliermi le mani dalla bocca (Continua...) [Stefano Decandia]

Pensiero magico

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Riattacco io, riattacchi tu e non parliamo più Chissà perché mi sembra tutto così semplice Chissà perché tu odi a morte la mia logica Forse perché rende possibile la pratica E non lo so cosa significhi per te Ma non è sonno, ti assicuro, sono i sintomi Di depressione, autunno, pioggia e solitudine E più mi curo dell’analisi dei sintomi E più mi odi e più mi odio e mi preoccupi Se solo tu capissi che vorrei proteggermi Portare la mia evoluzione oltre i miei limiti Riattacco io, riattacchi tu e non parliamo più Chissà perché mi sembra tutto sempre facile Contemporaneamente si rovinano giornate È grazie a lei che riesco ad essere speciale, sai Sistematicamente interferenze nei pensieri È il modo in cui io esplodo il mio universo verso te Il risultato afferma che il modo è sbagliato Non è il modo adatto, ma l’adopero In quanto è l’unico che per ora ho Sto raccogliendo informazioni fissando immagini: Tu al centro del cuore L’idea attorcigliata...

Il luogo degli abbandoni

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Di quello che è stato Che chiami passato Che cosa è rimasto? Il vuoto avanzato Il peso nascosto Che fai di quello che sei? Che farai di quello che sei? Il resto dei mostri E gli altri fantasmi Nel luogo degli abbandoni L’abisso più buio Il nero sul foglio Che fai di quello che sei? Che farai di quello che sei? (Continua...) [Stefano Decandia]

Vulnerabile Tempo

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Fammi restare nel mio vulnerabile Stato emotivo, disarmato A piedi nudi su cocci di vetro Io non mi sposto, adoro esser esposto Amo le rughe e le scanalature Raccolgono le lacrime delle paure Scavami dentro Buttati dentro Attraverso la cassa toracica È la grammatica della drammatica Che mette a punto la punteggiatura È l’importanza del possibile Trasforma in sogni queste lettere Mi emozionano – e mi sento vivo Le profondità dell’animo Il dolore è un corriere Il trasporto è necessario Fammi esplorare le distanze Sei sempre un viaggio nel tempo Anche quando sembra che non sia abbastanza Ecco un altro spaziotempo Bello rivedersi come niente fosse È passato tanto tempo (Continua...) [Stefano Decandia] Immagine: Pedalandia - inigammi

L’unico senso che ci sia

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Offrimi come esausto Premesso che non scherzo mai Né col sorriso impresso Né con i nostri guai Del sacrificio umano Non è rimasto niente Ciò che si rende inerme Dopo diventa forte Qua l’aria non ci ammala… Tutta quest’ironia, questa magia Ha aperto intime porte Per poi spazzare via La morte Tutta quest’ironia, questa magia Ha aperto intime porte Per poi spazzare via L’unico senso che ci sia Qua l’aria non ci ammala… Dopo l’umiliazione viene la redenzione Come dopo la notte – Arriva la colazione Dopo quella sconfitta sei ritornata dritta Ché dov’è fallimento germoglia sentimento Spunta accorcia piana smussa mozza Elimina la punta dalla bozza Smussa piana leviga e trasforma Elimina lo spigolo e la forma Qua l’aria non ci ammala… Spunta accorcia piana smussa mozza Elimina la punta dalla bozza Passa varca supera il confine Quindi mette la parola fine (Continua...) [Stefano Decandia]

Il mio posto nell’universo

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Per tutta l’acqua del mondo In penombra rimango Tirami a te, ma forte Rompi le ossa al santo Ogni orma è il passo di un altro Ciò che è taciuto è sottile Trasparente e visibile soltanto al buio È la vita: certe volte muoio Tra la gente ma le mani in mano O in tasca: è disumano E se fossi tu il mio posto nell’universo? E se non fosse giusto il mio linguaggio ma il mio corpo? È una musica che non si sente mai davvero Incompresa ma non si può farne a meno Per tutte le ore del giorno Riempi la testa al morto Legami a te, più stretto Sta cigolando il letto Il controllo sull’orgasmo dell’altro Ciò che è taciuto è sottile Trasparente e visibile soltanto al buio È la vita: certe volte muoio Tra la gente con le mani in faccia E facce rosse e mani altrove E se fossi tu il mio posto nell’universo? E se non fosse giusto il mio linguaggio ma il mio corpo? È una musica che non si sente mai davvero Incompresa ma non si può farne a meno (Continua...) [Stefano Dec...

Al di là del fiume

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Se questo luogo non fosse più un luogo fisico Potremmo costruire fondamenta sopra il fiume Se questo spazio avesse spazio per le nostre divergenze, deviazioni, conflitti, crisi e implicazioni Hai valutato tutte quante le mie dimensioni? Hai preso in considerazione le mie aspirazioni? A lungo andare imparerò a nuotare Ma nel fiume e non nel mare Arrivando al di là del fiume Ho utilizzato tutte quante le mie percezioni Per arrivare fino al centro delle tue emozioni§ Oppure mi sono inchiodato Sul diritto legittimo di esserne informato Ho fatto tutto questo per bisogno naturale Di esprimermi cantando anche se non lo so fare Ho dato tutto per poterti avere e mantenere Curare e conservare Come il piccolo col fiore In sintesi, buttarmi dentro il fiume e respirare A braccia aperte imparare a nuotare Arrivando al di là del fiume Hai valutato tutte quante le mie dimensioni? Hai preso in considerazione le mie aspirazioni? Se questo spazio avesse spazio per le nostre divergenze, deviazioni, confli...

Menomia

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Parlo col corpo per parlar con te, il tuo corpo parla e io lo ascolto... con aria sognante e prendo appunti sul mio corpo, e la definizione è devastante. Parliamo di quello che fu, di quello che subì, di quello che vorrà patire. Parliamo di quello che non tornerà più, d’altronde patire è l’anticamera del morire. Parliamone una buona volta, che sia la volta buona, in seguito non ne parliamo più. Ma il seguito è un copione che si ripete come costrizione e chiede amore e corpo e ancora... a fare le ore piccole, sul filo di un telefono, su un divanetto rotto, oppure dietro un albero. Metonimia del nome per il corpo, ché più si dona e più sei meno mia e più sei meno mia e più ti amo e più son meno tuo e più ci amiamo. Ti amo. Se tu sei meno mia. Menomia. (Continua...) [Stefano Decandia]

Le fasi dell'amore

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Le meccaniche Le dinamiche I parametri Stai imparandoli? Stai seguendomi? A che punto sei? In che fase sei? Son diversi stadi Son divisi così: C’è l'incontro chic Che diventa fuoco Dove tutto è libero Lo sarà per poco Stai godendolo? Quindi non fermarti Stai sperando già Stai allagandoti C’è lo sguardo eccentrico Di chi ha da dare del filo da torcere La risposta subdola Di una falsa docile Quella donna che si insinua felina E cammina cammina Me la trovo vicina C’è il contatto primordiale Delle mani in orbita Vorticose per le scale Resistenze in perdita Non mi ostacoli Non ho limiti La tua schiena è un'arteria Che mi conduce lì (Continua…) [Stefano Decandia]

L’amore o la stagnola

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Arrivò settembre Era ancora caldo Certo non pensavo che l’inferno Fosse molto più fresco Miravo in alto Chi avesse scommesso avrebbe perso Noi che ci lasciamo Un evidente complotto alieno Anche il frutto più dolce Senza cure Col tempo diventa veleno Ora siamo qua A valutare le possibilità Che cos'è che ci lega ancora È l'amore o la stagnola? Fu un inverno rigido Il clima in casa: tiepido Certo non pensavo di trovarmi Come mamma m’ha fatto Di fronte allo specchio Tutte le volte che ci siamo feriti Che ci siamo aggrediti Ci siamo mai capiti? Eppure troviamo il coraggio Per guardarci negli occhi Col cuore nel ghiaccio Ora siamo qua A raccontare le possibilità Che cos'è che ci lega ancora È l'amore o la stagnola? Mi svegliavo e avevo te Ma la libertà dov’è? I tuoi baci amari E poi giù le mani – Non ti voglio vedere così! – È finita la stagnola Farsi male... Quasi tutte le notti ...

Controllo sociale

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Stan preparando la gente A dire sempre sì Ad accettare tutto come niente fosse Ci imbottiscono di farmaci e televisione Poi ci fotton la libido con la loro azione Son di casa in Chiesa Son l'Italia media Mezza punizione Perché mezza sega Siamo sotto controllo E ci sentiamo protetti Oppure al Grande fratello In mezzo a quei reietti (Continua...) [Stefano Decandia]

Io cerco sempre te

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Io cerco sempre te Ma tu non ci sei mai Se voglio solo te Forse non mi conosco Se non so stare insieme Insieme a me davvero Tenermi tutto insieme Andare oltre la somma Se non c’è pace in me Fare pace con te È inammissibile Se non c’è pace in te Fare pace con me Sarà impossibile Io grido “Dove sei?” Per dirti dove sono io Ti parlo in modo che sia tu a parlarmi Ti ascolto… E rapito nel tuo canto Sogno che mi ascolti E che mi parli tanto Parlami tanto Delle tue paure Del timore che si fa terrore Dell’angoscia ancestrale Che nell’abbraccio scompare Parlami di te Parlandomi di tutto il resto E tutto il resto del tempo parlami di te (Continua...) [Stefano Decandia]

Hai reso originale il pane

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Sbalzi d’umore per via del mare. Intere colonie di lune. Pioggia di sabbia per via del vento. Scintille di sale e di perle. Hai reso originale il pane, per te è normale. Cosa tieni nelle mani? – Niente. È una collana di conchiglie d’acqua verde… – …che dipinge trasparenze e il filo le stringe. Stanca, la terra, nasconde gli aghi di pino e in un attimo son solchi e mattino. Temperature alte e assenza di luce ti fanno dormire felice. Hai reso originale il pane… (Continua...) [Stefano Decandia]

Mio piccolo limone

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Quando stai male dimmi solo "Limone" E capirò che cosa devo fare Prendermi cura delle foglie del tuo limone Avere cura del tuo seme, del tuo limone Albero di limone Mio piccolo limone Limone Quando stai male dimmi sempre "Limone" Prendermi cura del tuo tè col limone E con le scorze ci condisco l’amore È la parola che ci fa creare Che ci fa generare Un piccolo limone Mio piccolo limone Limone Se non ti piace, poco importa "Limone" Mi puoi dire "Buongiorno" Mi puoi dire "Unicorno" Fammi capire che ti senti limone Che ti senti spremuta Che hai bisogno d’amore Da un piccolo limone Mio piccolo limone Limone Quando stai male gridami "Limone" Quando stai male afferrami le mani Quando stai male gridami "Rimani!" Allora, metto radici come questo limone Albero di limone Mio piccolo limone Limone [Stefano Decandia]

Soli all’alba

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Io che mi alzo presto E tu che, sveglia, non mi cerchi Soli all’alba Prima insieme Ori soli e basta Soli non illuminan sistemi E questi restan bui Spero che dall’altra parte dello schermo ci sia lui A farti compagnia Con le sue lettere La costruzione delle frasi Svela stati d’animo E la fotografia Fatta per qualcun altro Non rivela niente: è propaganda Siamo in vendita Tutti. Ci stiamo comprando Con la sintassi tipica L’immagine di un altro quando Tutti. Ci stiamo svendendo Inconsapevoli del nostro valore E di quel che stiamo facendo Quant’era bello essere irresponsabili Quand’era bello, dopo è diventato tragico Ogni parola aveva un che di magico E si intrecciava ai sogni della notte scorsa Ogni persona aveva la sua maschera E noi senza costume Nella stessa direzione Dormo con te e ti sogno Poi ti racconto tutto Tu sorridi e dici che l’hai già vissuto Nel tuo sogno Faremo sì che ogni occasione Trasporti ...

Il segno del bicchiere

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L’amore lascia il segno come fa il bicchiere, un segno circolare; è segno che dovresti andare. Il simbolo racchiude quella forma: della terra, del vuoto, del tutto, dell’infinito. Maledetto il giorno che non son partito in guerra; avrei lasciato un figlio, quindi una famiglia. Maledetto il giorno che ho deciso: «Non rimango, non me lo rimangio, manco se piango». Eccoci qua… L’amore lascia il segno come fa il bicchiere, un segno circolare; è segno che dovresti andare. Il sintomo era espresso fin dal giorno zero, manifesto, nei ricordi di me che protesto. Maledetto il giorno e tutto il condominio, ché per starti accanto, mi son fatto amputare un arto. Maledetto il giorno… Ché se avessi avuto un’altra mano non sarei rimasto fermo con le mani in mano. Quest’amore lascia il segno come fa il bicchiere con la partecipazione del carabiniere; con la sua benedizione siamo andati dentro; mentre il tribunale stabiliva il sentimento. Non ti posso amare, l’assistente socia...

Buon San Quintino

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La radio dice, che oggi È giorno di bilanci Che ti arrangi, che di baci Scarti e mangi, mai sorrisi Sulle labbra Un cofano di legna Altro che cioccolato Un carico e al camino Buon San Quintino Per un cuore galeotto Nel giorno di San Valentino [Stefano Decandia]

Il gomito dello scriba

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Potrei essere tennista e violinista Ma non userei mai Il violino come racchetta L’archetto come bacchetta Se fossi pure maestro elementare Avrei il gomito dello scriba Un callo a un dente che non morde Un percorso d'incidenti Un gallo che suona la sveglia Ma non bi s'ischidat (Continua...) [Stefano Decandia] Immagine: Saffo

Quello sono io

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Volevo essere io quello del tuo per sempre Quello a piangerti accanto Quando si gela il volto per il tuo disincanto Volevo essere io quello del tuo presente Quello che osserva in silenzio Il non incrociarsi dei nostri sguardi Volevo essere io quello del tuo da sempre Perché io ero lì e tu eri lì E perché in quel futuro-passato ci siamo riconosciuti e trovati Volevo essere io quello del tuo per sempre Perché capire chi sei veramente mi ha fatto tanto male Ma non mi fa più paura [Stefano Decandia] Immagine: La Reproduction interdite - René Magritte