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Visualizzazione dei post da 2017

Il Natale più bello

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Il Natale più bello di tutti i tempi è privato a luce di candela palla di vetro È il Natale più bello di tutti i tempi e ti senti fortunato come ogni nato fortuitamente per causa di forza d’Amore Il Natale più bello di tutti i tempi è delicato a Noi trionfo del modernariato È il Natale più bello di tutti i tempi e ti senti amato felice come ormai raramente si dice Il più bel Natale di tutta la vita ho ricevuto il dono che chiude il cerchio: il primo e ultimo Amore [Stefano Decandia]

Il mio Porno sei Tu

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Il mio Porno sei Tu Che non sei più quella ragazzina Sei Donna, donna forte e sensuale Il tuo sguardo profondo si fa scuro Mostra il canale che conduce all’abisso E lì, sei di nuovo bambina Ogni tuo gesto è femminile Con movimento intenso d’erotismo sfrenato M’incanta Il tuo volerti sentire mia Il tuo voler esser mia La volontà, la voluttà Mia, ma non di proprietà (Continua…) [Stefano Decandia]

Quanto ti ho amato

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Quanti anni avevo? Tre, quattro? Quanto ti ho amato Il mio primo disco Il mio primo 45 giri Il mio primo disco preferito Il mio primo disco preferito di sempre Il disco che ha condizionato il mio processo creativo e tutta la mia produzione successiva Il disco che – da solo nel giradischi di casa mi mettevo e di nuovo e da capo infinite volte sul piatto Sul pavimento del salotto io e il giradischi con le spondine in legno insieme Sul pavimento del salotto Quanti anni avevo Tre, quattro…? Quanto ti ho amato Ciao Caro… Johnny Hallyday (1943-2017) Colonna sonora: Johnny Hallyday – Quanto ti amo (Que je t’aime) [1969] Special-Ste / Bgz / 160’s / ub7 / KomaVox

La Tim mi manda lettere d’amore

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La Tim mi manda lettere d’amore La Vodafone mi chiama a tutte l’ore La Wind dimostra tutta la mancanza Che prova quando sono in lontananza La Tim mi manda lettere d’amore La Wind dimostra che mi vuole bene La Vodafone mi chiama a tutte l’ore Per chiedermi se sto davvero bene Con soli cinque giga rete dati Senza nessuna promo nei festivi Mi chiamano fino dall’equatore La Tim mi manda lettere d’amore La Tim mi manda lettere d’amore La Vodafone non sa starmi lontana La Wind dimostra sempre che mi ama La Tim mi manda lettere d’amore Le lettere diventan minatorie Io scappo in Belgio a fare il minatore Riceve le sue lettere e poi muore (Continua...) [Stefano Decandia]

La cura (La guarigione)

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Il tuo senso è sesto / il mio no / e non è primo a nessuno / non è amore se non godi al buio Se ti piastri i capelli / utilizzo? lacci! / se ci riesci / cresci / se son crespi / smetti Come vedi / mi trovi / come spiego / riprovi / riproponi i tuoi istinti / e che movenze perverse / poi riponi i tuoi dischi / e sono decadenze (decaDance) / è il degrado che danza / ma non sente il ritmo È confusionismo / un balletto isterico / è l’espressionismo di un impero senza fondamenta / una nota di dissenso che ti da la tudda / se ci credi / concludi / chi non vuole / crepi Chi ha fatto politica / ha chiuso con l'anima / chi ha chiuso coi soldi / si è perso per strada / chi ha perso la speranza / ha finito il tempo / chi ha finito / non è mai guarito Adesso prendi il posto di qualcun altro / non mi sento vitaminico sai Se mi dessi forza / tutto andrebbe meglio / e non m’importa se non ballerai Non basta il sonno / per farmi i nervi / non chiedo niente / non voglio fermi / non posso d...

Carta nuda

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Sei carta nuda / e sei in pericolo / la riga che ti suda / la mia palma già t’annusa / e va da destra a sinistra / fra i tuoi fiori e quadri tecnica mista Sei poverina / anzi come dico a Nuoro “ la mischina ” / mortificata dall’amplesso di una piuma che non vuol sentir ragioni / sei polverina in bustina per acqua Cristallina Suona l’allarme se si avvicina / la mia stretta con in pugno la mina / e fai scenate da ictus / manicomi mimi con le mani / mica mi capisci / no Sei varechina / e quando passi tu / la gente sull’erba / mica ci cammina / sei choco-latina / sei una cingomma nella Coca-Cola perché era l’ultima Aspirina / un’altra lattina che mi curo l’ascesso / risciacquo poi sputo l’eccesso / yeshyeshy’all / sei stella marina / hai le punte ma non tagli / scrivi tagli funkee tagli Le mie parole sono aghi bollenti / nella carne che mangio / nella carne che va a comporre la mia carne / sono fitte fra i denti / con cui mangio la carne / che va a comporre le parole che immagi...

Carchi cosa m’at a fachere (mutha fucker)

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Siete pronti ad infilarvi gli scarponi per un viaggio nella neve della Nuoro bene? Siete pronti a darvi guerra come lupacani , mangiasolitari , spiegavele ed adesivi-ragnatele ? Scorpacciata di pane scordato ho dimenticato a casa l’accordatore cromatico Tico-Tico sul finale si è fuso il finale cambierò finale tanto è molto se finisce male o in mani amare Qui la scelta è farsi, fare, o farsi fare non farsi sopraffare, fai fare non avere fretta non usare calma provo ad aspettare l’alba carchi cosa m’at a fachere (mutha fucker) [Stefano Decandia] Special-Ste - Carchi cosa m’at a fachere (mutha fucker)

Mediterraneo

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Sono nel centro del mediterraneo godo di sole di latte e di grano e sto sempre in forma nella mia piattaforma mi liscio la faccia con le braccia Ma è proprio roccia? Mi sembra roccia salda solida preda chi abbochina si sgola in ogni gola e canta solamente quando si sente sola Ho strozzato una chitarra parlate a bassa voce i vicini sono allergici alla luce io grido in ogni goccia e canto solamente se sto sotto la doccia Lo spettro del colore è ancora vivo spiedo il mio sonno ago il mio vino piombo maleodorante sgasa il mio cibo mi fascio le labbra con le dita unghie e matita Fumante mora ti allaccio e farò presto Domattina ce n’è una sola Cardioaspirina in mezzo alle lenzuola ecco i vostri secoli di storia Sono nel centro del mediterraneo godo di sole di latte e di grano e sto sempre in forma nella mia piattaforma mi liscio la faccia con le braccia Che son sardo te lo dico in italiano se no non ci capiamo Mediterraneo che il sole batte anche sull’ultima...

Martiri

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Il sale i Qualunquisti non lo mangiano, lo fanno di notte mica dormono, pensano troppo di giorno il mondo è acceso quindi se lo godono il fiato non gli manca e tagliano il respiro Venuta l’alba non sentono rumori con le scarpe sportive cancellano le impronte è un nuovo Rock il suono è sintomatico vecchia esistenza a rischio limitato Parlano il sardo per non dimenticarlo spesso purtroppo soffrono maldivita e nonostante non accenni a calare cantano e non sanno suonare Non c’è malizia in questo freddo che fa glaciare la tua bontà d’animo Non si può esser martiri di felicità Cosa fanno gli animali per divertirsi? Si sentono liberi Cosa fanno gli uomini per divertirsi? Si rendono schiavi Gli abbracciatutto hanno l’ego adesivo custodito con metodi letti sul sillabario staccano salti come corde di violino non ci fosse un’anteprima in vetrina da avvicendare La quadreria è solo un presente per signore che fan parte della scuderia ma si sa alcune mani sono più sensibili...

L’uomo

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L’uomo era una bestia rara Con pelo fuori e interni d’alcantara Si girava la savana Si riuniva pure senza la campana Si accampava per il sonno Non campava Non contava le ore Contemplava il sole Non possedeva gesti né parole Produceva amore per la prole Il cielo le sue scuole A terra le sue suole Di pelle, carne, ossa, quelle suole E in quelle ore, la lezione Era cercare per mangiare Strafare per amare Modificare il posto dove stare E non aver paura di morire Perché tutto torna a vivere Se lo sai seppellire Si può cacciare per mangiare? Uccidere per procreare? Strappare? Rivoltarsi contro chi ci può capire? Rovesciare leggi che non possono finire? Si può vivere ai margini? Si può vivere sopra? Si può vivere meglio? Si può vivere o no? L’uomo ha consumato il mondo E con il minimo ha preso primo e secondo Ha fatto il mimo per sfuggire ai dinosauri Ha costruito palafitte per evitare fitte intercostali Ha messo su mille canali di disinformazione ed acque ...

Faccia da scoglio

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Pomodoro dimezzato Affettato in branda Me ne sto su un fianco Coperto di sale sul bordo tagliato Sagoma di granchio bagnato Corazza trafitta dal sole Faccio di scoglio lenzuolo sudato Guscio riflette raggio Cola la goccia sul seno destro Morsa su coscia dal pieno resto Tasto la pista dell’assaggio Tale sapor salino Incendia i muscoli della lingua Conduce alle tube del lavandino Inonda monda le condutture C’è un altro modo perché non finga? (Continua...) [Stefano Decandia]

Lo spazio del corpo

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Non amo la vita mondana Il mare quando affollato Il pubblico del concerto I balli di gruppo I balli Il gruppo Ripiego sul mare d’inverno Ché d’estate è un mercato Amo la seggiola in alto Il pubblico-isole del teatro Scappo a fine atto Amo la danza La stanza La danza nella stanza Non amo gridare per salutarci Interrompere dialoghi Per quanto convenevoli Non amo avvicinarmi Toccarti spezzando unione di corpi Per quanto formali Non amo fischiarti Chiamarti alla tavola Legarti alla sedia vuota (Continua...) [Stefano Decandia]

Notte in vicinato

La passeggiata notturna nel rione Dà senso di comunità A piedi nudi sotto casa Si raccolgono confidenze Ci si apre con qualche bicchiere Le ultime serrande abbassate Rilasciano luci a spiragli I sonagli delle macchinette Prima incantano e dopo intrattengono Il codazzo per le sigarette Un bacio ché non le conosco Per le bici addormentate nel sottobosco Nemmanco i cani abbaiano È tutto così sopito rallentato Tutto immerso in quel liquido Sotto spirito Che è lo spirito del vicinato (Continua…) [Stefano Decandia]

Domenica in città (Non si vive di solo mare)

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Amo la città vuota Le strade assolate La quiete del meriggio bollente Assolato sa di solitudine Di calma intima Ronzio desertico Brusio di terra cotta cocente Camminando a piedi sbalzi Eviti ferraglie Meriti germogli Dalla pianta dei piedi scalzi Là dove la palma si fa spessa S’infittisce e non ne fa mistero Il tallone diventa nero Preserva il tronco Dalle punte acuminate Rampica dal polpaccio Su fino all’avambraccio Conserva lembi di pelle molle Monito di vescica Bolla della salita (Continua...) [Stefano Decandia]

Ultracorpi Rosa (Lapsus calami digitali)

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Ci scriviamo un po’ Mi parli di te Io ti ascolto umbè Tu ti senti vera Dalla tarda sera Fino alla mattina Digiti veloce Leggo la tua voce Colgo sfumature Nella tua scrittura So che sei felice Dalla punteggiatura Ci tradisce l’uso di quei sostantivi Che ci incollano l’un l’altro Come gli adesivi Ci scriviamo un po’ Ti parlo di me Ti racconto che Ho sofferto tanto Tu vorresti essere qui per coccolarmi Nel mentre che prometti di non lasciarmi Ci intendiamo al volo Ci diciamo tutto Quest’amore senza corpi è paradiso in terra Ci scriviamo d’odori che non sentiamo E d’abbracci così stretti che non respiriamo Amo lapsus calami digitali Immagino il tuo corpo rosa In tinta coi maiali Nelle prime foto Si intravede il seno È tachicardia Qui si fa sul serio Poi vedo le ossa Che si fanno largo Fra la pelle e il lardo Elastici tesi Come tesi stanno diventando anche i messaggi I corpi cavernosi I punti più pericolosi Ci scriviamo un po’ Che la carne fre...

Adolfo era un pittore

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Adolfo era un pittore Che non aveva stile Adolfo imbrattatele Adolfo forte e vile Adolfo era un creativo Il padre autoritario La madre di rimbalzo Lo vide straordinario Pertanto predispose Ad arte il suo avvenire «Nasconditi in cortile Di te farò un pittore» Adolfo e la sua voce Che non si può sentire Il padre con i tappi La madre con i capi (Continua...) [Stefano Decandia]

Il compositore

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Ho bisogno di te Come il compositore Che scrive le sue arie / La-la Ho bisogno di te Come il compositore Sta con la testa in aria (Ma-l’aria mia dov’è?) / La-la Volo non ho capito Ali non hai spiegato / La-la Non ci si dà le arie Per un bacio sottile (Anche se fa morire) / La-la Ho bisogno di te Come il compositore Dell’esecutore (Quando il Limite non c’è) Quando mi dài l’aria L’aria che respiri Amore che respingi l’aria / La-la-la-la Amore che rifiuti l’aria / La-la Ho bisogno di te Come il compositore Dell’esecutore / La-la-la-la [Stefano Decandia]

Si potesse non comunicare

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Non si può non comunicare Tutto quello che dici o non fai Tutto quanto mi parla di te Quel che sento mi parla di me Anche se non posso sopportare Che la vita mi ritorni indietro Che la vita mi ritorni dentro Alle origini del male Non si può non comunicare Tutto quello che penso mi crea Devo demolire l’armatura Fino a cedere sulla mia idea Mi dispiace ma devo andare Voglio credere alla mia idea Stare in piedi sulla mia andatura E brillare ma di luce mia Ma si può o non si può Non si può o non si vuole Si potesse non comunicare Non si può non comunicare Ma si può comunicare male Io non credo a tutto ciò che penso Perché penso mi sia stato imposto Non ti metto al mio posto Abbandono il tetto coniugale Prendo il ruolo del mostro Se i miei figli saranno sale Voglio spingermi sul crinale E lanciarmi senza guardare Se mi guardo mi faccio male Non son pronto a vedere Ma già so che lo dovrò fare Questo tuffo mi farà partire Questa notte dovrà finire Que...

Allarme Cortocircuito

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Ricordo che parlavi piano Ricordo che mi amavi piano Quei brutti segni sulla mano Quel giorno che mi urlasti piano Io camminavo sulle uova Vivendo un’esistenza in prova Allarme c'è Cortocircuito E quel silenzio disumano È meglio se ricominciano Ricordi il bacio con il salto Ricordo provocavi il santo Ricordi mi prendesti a botte Che lunga che fu quella notte Che non sapevo come fare E non sapevo dove andare Se non dormirti proprio accanto Mi sono spaventavo tanto Ho ancora i segni sulla mano Quel giorno che mi urlasti piano Io camminavo sulle uova Vivendo un’esistenza in prova Allarme c’è Cortocircuito E quel silenzio disumano È meglio se ricominciano «Vedi di camminare dritto» Quando uscivamo stavo zitto Ché non potevo dire niente E non potevo fare niente Meglio tacere per non sbagliare Il dispiacere di non sbagliare Meglio che non mi squilli il telefono Spero che non mi squilli il telefono Di nuovo i segni i segni sulla mano [Stefano Decandia] ...

Prenderò sonno presto

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Prendo le gocce per addormentarmi Rivendico il mio sonno Pesto pasticche per polverizzarle Prenderò sonno presto Ad occhi aperti al buio pesto Non avrei voglia di pensieri Ma vengono da Altrove Non avrei voglia di fissare Quel soffitto che in faccia mi piove Quel soffitto che si muove Prendo altre gocce ma non mi addormento Pesto pasticche ma non mi rilasso Prendere sonno è ormai un miraggio Perderò sonno prendo coraggio [Stefano Decandia]

Niente fa male

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È ritornata la notte Eri tornata di notte Notte che muore di noia Con te che muori di noia Cos’è che ci porta via così Noi altri ad aspettarti Nient’altro da aspettarti Non ti è permesso più farmi del male Non ti è concesso più farmi del male Non ti permetto di farmi del male Farsi del male cos’è Da questa notte si cambia l’orario Da questa notte cammino al contrario Prendo lo spazio per allontanarmi E mi allontano per avvicinarmi a me Cos’è che mi porta via da te Sento il bisogno di riconciliarmi Il bisogno di riconquistarmi Non ti è permesso più farmi del male Non ti è concesso più farmi del male Non ti permetto di farmi del male Farsi del male cos’è Ora ho capito che cosa rimane Purtroppo non rimane niente Ma quel niente fa male Quel niente fa male Convincersi che niente fa male Niente fa male Quel niente non lo cura niente Niente fa male [Stefano Decandia]

Europa Arcaica

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Gli antichi occidentali mangiavano i leoni A cena, per portarli fuori Rompevano le ossa degli animali morti In silenzio per placare i sordi Le donne dipingevano la scena Guarnita con dettagli di guerra Con mani impastate di sangue e di terra Mani impastate di sangue e di terra Gli antichi occidentali in quanto molto pigri Non pedinavano le tigri Attendere la caccia nascosti nella quercia Venir sorpresi dalla pioggia Le donne dipingevano la scena Guarnita con dettagli di guerra Con mani impastate di sangue e di terra Mani impastate di sangue e di terra Gli antichi occidentali almeno a tarda sera Non digerivan la pantera E a furia di mangiar leoni Credettero di essere leoni Mentre ridevano le tigri E dubitava la pantera Antichi occidentali Nativi digitali Ciechi con gli occhiali Navicelle spaziali Preistoriche aeronavi (Continua...) [Stefano Decandia]

Ululo alla luna

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Ascoltami per ascoltarmi Non per rispondermi Ascoltami per ascoltarmi Mai per rispondermi Ascoltami senza difese Rispondimi senza parole Ascoltami senza pretese Ascoltami perché le offese fanno male Rispondo delle mie paure Sullo sfondo delle vie insicure Ascolta il mio terrore Lanciati senz’armatura Sbocciano timori nuovi Esplode la bellezza Bellezza che ci investe Bellezza che aggredisce Che riempie di fragilità Quando ululo alla luna Ululo alla luna Mi riempio di fragilità Quando ululo alla luna nuova Ululo alla luna Ascoltami per ascoltarmi Quando ululo alla luna (Continua...) [Stefano Decandia]

Uomini Nati di Donna

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Uomini Nati di Donna Ne ha uccisi più il silenzio Statue di sale Ho visto più corsie di un ospedale Sette di sera: passa terapia Se questa sera passo la terapia Scappo via Questo letto mi va stretto Vado via O almeno provo, non ci riesco Mi insegue lo specchio Intento a dimostrarmi chi diventerò da vecchio Il corpo di mio padre non l’ho conosciuto Attendo quella carne come pesce muto Rivivo quell’assenza come in un copione In onda tutti i giorni stessa trasmissione Passa per le mani l’atto che non c’è mai stato Brucia tra le dita non aver sentito nulla Le parole poi non bastano ma fanno male I gesti bastano Basta coi gesti che ci fanno male Auguri e figli maschi Uomini Maschi Interiorità negata Auguri e figli maschi Uomini Maschi Uomini Nati di Donna (Continua...) [Stefano Decandia]

Nuca a zero

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Non voglio avere nessun finto ricordo Sorrisi stropicciati, dài, pioveva poco Ma dal centro al bar era un'inondazione Le scarpe di cartone iniziano a parlare Su quel divano, poi, rumore di tazzine Ed eri così bella con quelle treccine Lo sguardo intenso d’orbite senza pupille E con la nuca a zero a fare le scintille Io spettinato come un ragazzino Negli occhi vuoto, dentro buco nero Determinato come un ragazzino A fare centro nel tuo cuore nero Nuca a zero Non voglio avere nessun finto ricordo Di te vicina a me che accompagniamo il morto Ma dal nostro rifugio alla camera ardente S’è fatto più sottile: amore che rimane Dentro l’alcova, ormai, rimorsi e litanie Ed eri così bella anche se andavi via E quell’ultimo sguardo non l’ho manco visto L’ho solo immaginato e lo conservo Io spettinato come un ragazzino Negli occhi vuoto, dentro buco nero Determinato come un ragazzino A fare centro nel tuo buco nero Nuca a zero [Stefano Decandia]

Crampi magnetici

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Ho fantasticato sulla tua luce azzurra Di lampada lambita Nel nostro transitare Ho immaginato come potesse essere Come il tuo corpo cerca il corpo dell’altro Cosa cerca nel corpo dell’altro Ho sognato il tuo odore Il tuo odore primigenio Senza cosmetici Ho visualizzato l’indice della mia mano sinistra Scorrere sul tuo dorso Soffermarsi un istante per ogni vertebra Ho provato crampi Crampi magnetici allo stomaco Ho stretto la mano destra in una morsa Un tuo singhiozzo Ho scandito atitos Per ogni morte surrogata In ogni incavo del mio corpo Eri la mia età della pietra La metà della mia pietra (Continua…) [Stefano Decandia]

Cercavo amore sulle app

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Cercavo amore sulle app dalla mattina Latte di soia col caffè senza caffeina Stringevo forte i lacci dei miei mocassini in finta pelle Vorrei un tenero guerriero dal cuore ribelle Cercavo amore sulle app prima di pranzo Facevo un salto sullo smart col nuovo smalto Sull’unghie corte ci sta bene il nero Sulla tua pelle bianca mezzo sclero Cercavo amore sulle app nel pomeriggio Quando l'abbiocco induce immagini indecenti Di lingue morse e d’inguine fra i denti Incontri d’inguini su inguini suadenti Cercavo amore sulle app tutte le sere E mi mostravo premuroso come un cameriere Ti tengo sempre nel mio hard-disk ti tengo stretto Fra tutti i file dei miei live sei il prediletto Cercavo amore sulle app Trovavo sesso scompagnato spicciolo spuntato o santità Facevo il punto del bucato puntando il dito sulla vanità del vuoto della sanità Dagli appendini alle app Cercavo te Cercavo amore sulle app Trovai te Cercavo amore sulle app tutta la notte (Continua...) ...

Segui la tua neve

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Camminando sulla neve barcollo, scivolo, inciampo, metto il piede in fallo, danzo, evito ostacoli invisibili, carico troppo il peso, mi inchino, tendo una mano al nulla come per appendermi, lo afferro e riparto. Mi guardo intorno, un po’ in imbarazzo, come sempre, ma oggi nessuno mi guarda storto: oggi è normale zoppicare. Oggi è così per tutti: oggi siamo tutti così. E penso: Che bello che ci sia la neve, quant’è bello camminare sulla neve; ma ancor più bello è che la mia camminata sbilenca venga presa come una conseguenza della neve. Se gli altri sapessero che io cammino sempre così: tutto storto, a zig-zag e scivolo sovrappensiero incespico, inciampo, volteggio e procedo a balzelli, come fossi sempre sulla neve, allora, forse, capirebbero che nel mio mondo c’è la neve, scoprirebbero che nel mio mondo c’è sempre la neve. Segui la tua neve, sono gli altri a non vederla. (Continua...) [Stefano Decandia]

Luci da labbra

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L’umano privo d’ali, su nel cielo Appaga il desiderio di volare E poi ci crede come fosse vero L’amore sulla luna è più leggero Che sembra di toccarsi con un dito Invece ci vorrebbe un braccio intero Oggi ho più bisogno di sognare Che di realizzare un sogno Abbagliato da luci da labbra Ho bagnato perfino la sabbia Ha ballato da sibilla fino all’alba Ammalato da corrente d’oltretomba Ammaliato da quel vortice di coda Ho pregato come Giuda perché fosse soda Oggi ho più bisogno di sognare Che di realizzare un sogno Amami sacerdotessa Ama finché perdo la testa Il segno della pena che mi guida La mano su parete di caverna Le lettere compaiono allo schermo Combinano si formano mi fanno ridere Spariscono ritornano mi fanno cenno Per la tragedia della trasmissione Rinnovo il senso nella confusione Oggi ho più bisogno di sognare Che di realizzare un sogno Risorse dalle sue rovine Con l’unghie spezzate Avvinghiate al confine Voleva baci in riva Ma il mar...

Innamorati fobici

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Se mi perdonerai Per tutti quanti i ché Senza l’accento sulla e Io ti perdonerò Quelle disattenzioni Che portano all'annullamento Dell’emozioni La svendita totale delle mie azioni Degli strumenti per le mie passioni E del denaro per accontentarci Gli insoddisfatti cronici Già se la ridono Lo sanno dove stiamo andando a perderci Innamorati fobici Lontani dalle forbici Se mi perdonerai Per quell’apostrofo di troppo E le iniziali con le minuscole Io ti perdonerò Per le violenze e violazioni Per aver soffocato le mie emozioni Tu mi perdonerai ma fallirò di nuovo Io ti perdonerò però ti perderò E mi ritroverò Senza strumenti per le mie passioni Ad affrontare le mie emozioni Lo sai che stiamo andando a perderci Innamorati fobici Lontani dalle forbici (Continua…) [Stefano Decandia]