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Visualizzazione dei post da 2018

Stanchi a morte

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Pensavo che... Non abbiamo mai visto un film insieme né mai siamo stati al cinema Edward mani di forbice stretti nelle poltrone Mai abbiamo ascoltato un disco tutto intero un disco in vinile un Disco Vero Con 24 mila baci a 45 giri romanticismo da Ponte dei Sospiri Né mai siamo stati ad un concerto o a teatro sulle note di Satie o di Battiato o per il Don Giovanni o Pirandello chissà come sarebbe stato bello Rare volte – troppo rare abbiamo camminato in mezzo alla natura la malva, il cardo e la calura Poche volte – troppo poche abbiamo passeggiato in città negozi chiusi e auto a nanna nei garage Delle volte siamo stati insieme al mare acqua bassa, pelle calda eppure lì a tremare Altre volte – ma sempre troppo poche abbiam dormito insieme Sonno: crolliamo sul divano stanchi a morte o sopra il letto con lenzuola corte E seppur tante – non saranno mai abbastanza le numerose volte in cui le nostre essenze nel misterioso incontro han fatto L’Amore

Quando non mi ascolto mi sento male

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La notte quando stavo male chiamavo la mamma: – Mamma, corri da me – Stefano, che c’è? – Mamma, mi sento male Poi le tue labbra sulla mia fronte Mamma E le tue mani sulla mia pancia – Mamma già mi sento meglio – Mamma ti vuole bene – Mamma già mi sento meglio Mamma ti voglio bene Mamma già mi sento meglio – Figlio mi’ ti voglio bene La notte mica si sta in giro La notte è fatta per sognare Resto intrecciato alla mia donna e sono suo come una foglia La notte è fatta per amare Insieme siamo corbula Fili d’erba Lupi in libertà Stanotte non riesco a dormire qualcosa mi punzecchia il cuore Sento il richiamo originale tramite il foro ombelicale Qualcosa mi risuona male Adesso mamma chiama me: – Vieni Ste’ – Mamma, che c’è? – Stefano, mi sento male resta vicino a me Stefano, mi sento male – Mamma, son qui con te – Stefano, mi sento male – Mamma, son qui per te Tutti ci sentiamo male Pure se gridiamo forte Specie se ci urliamo contro Quando ci finisc...

Come pesci in un acquario

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L’amore è un sogno che a distinguerlo dalla realtà sono emozioni che ci tagliano a metà L’amore è debito e dovrò pagare ogni promessa un giorno da scontare in galera o in ospedale L’amore è il luogo dove ci si fa più male si cresce, ci si strappa e ci si ricucisce L’amore ci ferisce, non può farne a meno L’amore è l’occasione che ripassa in treno L'amore vero è nero L’amore è stereo un passo per uno e ci incrociamo come pesci in un acquario d’amore pieno d’amore nero L’amore è fortuna che riempie il cielo L’amore non finisce, si sposta L’amore non muore Il cuore ha buona mira ma la testa gira S’infama l'anima S’infiamma il consulente tributario per chi ama in relazione alle fasi lunari Interrogando il firmamento e il calendario ricevetti come risposta: il nulla Per questo amo a modo mio così m'accorgo se funziono Da quando sto nascosto anche Dio si sente solo Tutti siam legati per inclinazione o per passione Tutti siam legati per forza o pe...

Bocca di Rosa Donna Libera

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Bocca di Rosa non è stretta nella morsa degli schiavisti della tratta Bocca di Rosa non è costretta a prostituirsi attraverso l’utilizzo criminale delle minacce e delle violenze Bocca di Rosa non è costretta a sottoporsi allo stupro sistematico con i clienti Bocca di Rosa non è costretta a subire l’addestramento alla pratica inflitto attraverso lo stupro preparatorio e sistematico degli aguzzini Bocca di Rosa è una Donna Libera Bocca di Rosa vive liberamente l’Amore la sessualità e il proprio corpo La violenza maggiormente diffusa inflitta a tutte le donne è proprio la mancanza delle libertà più elementari Tale violenza incide direttamente sulla vita di tutte le donne e – indirettamente – sulla vita di tutti gli uomini maturi e responsabili Tale violenza costituisce il basamento per tutte le altre forme di discriminazione, prevaricazione e violenza inflitte alle bambine, alle ragazze e alle donne di tutto il mondo in quanto femmine Tale basamento sorregge, ...

Domani posso alzarmi tardi

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Domani posso alzarmi tardi e fare colazione a letto Le briciole sul libro di poesia In parte brillo ma dal giorno prima Le mani appiccicose in tasca di tasche in pelle e pelle senza tasche Girare per la casa nudi indossando solo guanti gialli Mi dài una mano? Faccio i piatti! Ho cucinato tutto il giorno sperando in una storia porno dalla camera fino al soggiorno La stanza preferita è il bagno La mossa preferita il bacio e più è bagnato e più ci piace pericoloso si può scivolare Stasera vado a letto presto Mi coccolo nel materasso Attendo che mi prenda il sonno sperando in incubi reali Ho lavorato tutto il giorno La testa sembra un alveare A zero:zero parte l’astronave Mando messaggi sulla Luna Con una mela a mano in mano Inganno gli alieni e la fame Sul comodino non può mancare Il Dizionario di Servizio Sociale [Testo e foto: Stefano Decandia]

Un giorno troverai qualcuno

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Un giorno troverai qualcuno Per Lui lo troverai quel Tempo Allora capirai nel tempo tutta la grandezza del Sentimento Apri il ventaglio delle emozioni Le sentirai nel vento le mie frustrazioni e quelle incongruenze che ti attribuivo per i cortocircuiti che percepivo Un giorno perderai qualcuno Per cui ti perderai nel tempo Forse tradurrai le mie reazioni in piccole richieste di attenzioni Forse penserai che sono stato rigido quanto eccessivo o forse penso io d’esserlo stato ed è per tanto che te lo scrivo Un giorno troverò qualcuna a cui dedicherò il mio Tempo Allora capirò col tempo Tutta la potenza del Sentimento Apro il ventaglio delle emozioni Le sentirò nel ventre le mie sensazioni e quelle incongruenze che mi attribuivo saranno solo un incubo regressivo Un giorno perderò qualcuna Per cui mi perderò nel tempo e tradirò parole con le mie azioni fra piccoli silenzi e disattenzioni Forse penserai che sono stato orgogliosamente eccessivo o forse penso ...

Violenza maschile (tratto da una storia vera)

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Questa notte ho sognato di lasciarti Al mattino son scappato per non toccarti Sono stato in giro ad ubriacarmi per non pensarci per anestetizzarmi In questo vuoto di furia e di vigliaccheria mi son scontrato con le forze della Polizia « Se ne vada a casa, fate pace, torni da sua moglie » Con il diavolo che ho in corpo mi rimandi da mia moglie?! Questa notte potrei fare una pazzia perché per lei non provo amore io per lei provo possesso Torno a casa come sempre tutto tace il terrore ha funzionato tu sei lì, stai al tuo posto e mi accogli come se io dovessi perdonarti e mi infurio ancora peggio prendo fuoco al volo I tuoi occhi fra l’amore e la paura io l’amore nel tuo sguardo non lo vedo pure io mi sento in gabbia e vorrei liberarmi ma il programma si ripete e ho paura di esaltarmi e di perdere il controllo un’altra volta di chiamare l’ambulanza un’altra volta di finire in ospedale un’altra volta ma in barella ci sei tu « Ho sbattuto sulla porta… » Qu...

Tarassaco Soffione Dente di leone

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Tarassaco Soffione Dente di leone Sei così bello Mi ricordi l’amore Passo il tempo ad osservarti Ti lasci contemplare La mia brama di soffiare Quel bacio-soffio d’amore Ti farà sfiorire Allora mi contengo Continuo ad ammirarti E temporeggio tempo permettendo La voglia di soffiare Che ti farà sfiorire Una volta soffiato Di te non resterà Che gambo stelo scheletro La struttura portante È chiaro: io amo proprio lei Lo scheletro, le ossa E non il suo piumaggio Che adoro vedere cadere leggero Svanire col tempo, col vento Anche senza il mio soffio Che cosa resterà? Di cosa abbiam paura? Di fare graffi sopra l’armatura Adoro vederti volare leggera Svanire col tempo, col vento Anche senza il mio fiato Che cosa resterà? Di cosa abbiam paura? Di fare graffi sopra l’armatura Tarassaco Soffione Dente di leone Sei così bello Mi ricordi l’amore Spremuta di limone e una fetta di melone vi trovo spesso nei pressi dell’amore Due buste una stagnola e un p...

La morte dell’ippocampo

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Comprendimi quando son triste se resto chiuso senza parole Accogli – intorno al tavolo tondo posti di fronte l’altro – il mio sguardo di sbieco col velo lustro del tuo Ospita la mia mano lenta nella tua stretta forte – nell’altra – avanzi di coperta la colazione è calda Mi troverai scomparso, sfigurato come mai in tanti anni son stato ma non permettermi sgarbo astio, rancore mi faresti precisamente del male Non premiare ciò che voglio raschiare ciò che sto lasciando – a fatica – per ricominciare Non farmi da madre mamma-pesce-martello che incrina la mia spina dorsale Non proteggere ciò che voglio abbandonare l’orgoglio a cui rinuncio privilegio ereditario maschile ordine nobiliare Non accudire in me quel senso di possesso che soffoca il tuo librare Parlami, invece, d’amore lingua di gentilezza d’amore universale Non farmi ombra di sottana non esser santa né puttana sii solo donna tale smessa la maschera di carnevale Sì, ti mancherò, lo so ti man...

Ho perso

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Ho perso un brandello di cuore ventricolo sinistro adiacente al polmone ferito che tanto abbiamo cantato Ho perso la gioia, il futuro sognato Ho perso quei pianti che sgorgavano ogni giorno per l’incredulità d’esserci ritrovati: Anime Gemelle Ho perso le dita Ho perso un braccio e nessuno mi comprende nessuno mi abbraccia: «Fattene una ragione» dicono «Cercatene un’altra» come se le persone fossero sostituibili come se fossi tu una persona qualsiasi una vicina di casa a cui chiedere il sale Ho perso l’ordine del giorno Ho perso l’alba, la colazione da vassoio la capriola fuori dal letto Ho perso il grido che ho cercato con furore nella danza Ho perso il mandorlo Ho perso la speranza Ho calpestato tutto delicatamente scalzo in punta di piedi educatamente m’alzo Mi sono punto i piedi su quel tappeto d’aghi Ho rinunciato a tutto Ho messo via l’orgoglio ma tutto ciò che voglio, ho perso Perché sono sbagliato perché rovino tutto perché non vado ben...

Romanzo Terminale

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Un No irrevocabile postura decisa distanza sicura schiena incollata alla spalliera legata alla cintura Poi mi stringi la mano talmente forte diventi tenaglia tenace foglia anulari intrecciati sangue dagli anelli tremito che m’attanaglia le tue dita serpeggiano fra le mie Sento i polsi fragili slegati, fan l’amore anche le cartilagini Non piangere il canale è secco e quella ruggine nel tubicino macchia le lacrime si fanno scure tagliano in quattro il cuore ormai tronco di legno per ogni venatura una sutura rimpianto di vita futura Sulla bocca le labbra separate e su di ognuna una smorfia e tra esse un naviglio naviga la lingua a crear scompiglio Noi non dovremmo parlare perché nulla è rimasto da dire nulla è importante ridire nessuna parola potrebbe tanto tendere al vero, al canto nessuna frase ardirebbe giunge in ritardo romanzo terminale destino bastardo Guance di marmo addiaccio m’armo del miglior coraggio è un lampo delicato crampo per bacio...

Anche l’indifferenza

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Conoscerai tutto di me anche l’indifferenza Cane in catene chiamato alla gamba Borchie che bucano il collo Fischio inaudito terribile tonfo di doni nel vuoto Parole cortesemente feroci eclissano ogni gentilezza – Mai confondere la cortesia con la gentilezza il disastro sarebbe (quasi) irreversibile – Se mi cerchi trovi le mie braccia a disegnar semicerchi nell’aria Se mi cerchi mi trovi perché chi cerca al meno, prova e chi prova: riesce riesce comunque in qualcosa Chi lascia: lascia sacrifica, rinuncia: esce Conoscerai tutto di me anche l’indifferenza certo, un’indifferenza moderata da buon vicino tale da chiedere il sale ma non di domenica ché i negozi sono aperti Di notte quando non si cucina e i più piccoli già dormono cullati nel brusio che vien dalla cucina Conoscerai tutto di me anche l’indifferenza lascerai le mia braccia-ali la sincerità pietosa il canale aperto Troverai nell’indifferenza uno slancio fresco finalmente campo un merc...

Non voglio vivere nella speranza

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Non posso vivere nella speranza perché la speranza è la linea di chi non agisce la speranza è per gli irresponsabili per gli inconsapevoli per gli immaturi Perché il destino si può cambiare ma non si può cambiare il destino Non voglio vivere nella speranza perché la speranza è linea piatta di chi ha preso commiato dalla vita di chi, sprezzante, trattiene il macigno non guarda oltre l’albero ammira il cielo dalle pozzanghere Perché il destino si può cambiare ma non si può cambiare il destino Non devo vivere nella speranza Perché il destino si può cambiare anche se non si può cambiare il destino [Stefano Decandia]

Ingenuo sognare

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Ci sarà un giorno in cui mi sentirò stupido a interpellar la luna con te nel cuore come mi sentii stupido ad accogliere in bocca il sapore dell’ancia di legno Quel giorno troverò patetici la capriola dal letto i petali secchi sul pavimento mi sembrerà ingenuo sognare sentirti così vicina Quel giorno dirò addio all’incanto forse pensando d’esser cresciuto abbandonerò la vita confinerò il fanciullo sarà il mio ultimo giorno da uomo libero Eppure ti saluterei prima della partenza forse sperando che l’emozione non si spenga Quel giorno troverò patetici il giradischi per colazione l’albero di cartone mi sembrerà ingenuo sognare sentirti così vicina Quel giorno dirò addio alla danza e alla cucina al volteggiare nudo al pasto dei colori forse pensando d’esser cresciuto e che in fondo tu mi sia stata d’aiuto Quando arriverà quel giorno spero di non esser lì o di non esser più perché troppo forte sarà il dolore scuro il male, coprente cielo traspare...

Hai avuto tutto il giorno per cercami

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Hai avuto tutto il giorno per cercami ma nell’ora della quiete ciò che prima lacerava: tace La mancanza diventa sopore il tuo volto svanisce lo vedo sfocare L’organismo rallenta Gli angoli della bocca – puntano ognuno – al proprio occhio sovrastante e mi sento sereno, sfinito Per oggi ho finito la cena leggera i piatti puliti ho chiuso la porta e il gas Depongo l’arco ricopro la faretra nessuna freccia – oggi è stata scoccata Copro il mio corpo nudo cotone bianco sul petto sprofondo fra i mandala di seta dentro un sonno circolare conto i colori girare Irrompe nel sogno la voce della radio accesa prendi quel tono crudele che muore la candela dialogo sulla nostra contesa Apro gli occhi per il cicalio temo, prima d’allungar la mano ma non riesco a farne a meno allora mi faccio coraggio e leggo... Hai avuto tutto il giorno per cercami e appari solo adesso a disturbare il riposo pacato solo per chiedere – in tutto il giorno che cosa ho fatto [Stefano ...

Il mio cuore grida Resistenza!

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Una società che non premia i sognatori li spegne Ciò che viene premiato e promosso – invece si riproduce e continua Spegne sogni e sognatori che dovranno arrendersi e perire oppure riciclarsi diventare altro altro da sé diventare vincenti aderire a modelli più premiati Tutto ciò condanna la società stessa ad essere una società senza sogni la società del futuro quella che lasciamo in eredità ai nostri figli dai quali pretendiamo che sognino per ricostruirla mentre gli spegniamo i sogni tutto intorno e fulminiamo ogni lampadina Il mio cuore grida Resistenza! ma il cuore di un poeta non è il corpo di un santo e ho paura di crollare d’arrendermi e perire Con una mano reggiamo Rodari mentre glielo leggiamo con l’altra mano facciamo “no”: Leggi Rodari ma non sposare un Rodari Leggi, ma non applicare Comprendi, ma non agire Sogna, ma non realizzare Una società che non premia i sognatori li spegne li condanna ad arrendersi e perire ma il mio cuore grida...

Dopo di te

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Mi addormento dopo di te per attendere la tua buonanotte e rispondere con la mia buonanotte Mi risveglio prima di te per mandarti il mio buongiorno e attendere il tuo buongiorno Vengo dopo di te perché tu possa venire prima che io possa finire Non è una strategia così ho sempre fatto così spontaneamente faccio: donarmi completamente a chi amo donargli la mia presenza autentica e immediata Forse ti sei addormentata aspettavo la tua buonanotte ti lascio qui la mia appesa all’arco l’arco del guerriero dell’arciere quale sono Io stesso fabbrico le frecce scegliendo i legni più dolci impugno il corpo fibroso dell’arco tendo la corda e già son pronto per scoccare il dardo col coraggio che mi contraddistingue perché ho paura ma col coraggio d’aver paura [Stefano Decandia]

Ci saranno giorni in cui

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Ci saranno giorni in cui sarò di poche parole o senza parole senza altre parole oltre il fiume che scorre sotterraneo nel cuore Ci saranno giorni in cui lavorerò duro per dimenticarti spesso senza riuscirci e giorni in cui mi sembrerà tutto sommato facile non sentirti saperti così distante fino a percepirti delle volte crudele Ci saranno giorni bui e di silenzio ostile giorni in cui rinnegherò tutto prima che il gatto miagoli tre volte Ci saranno giorni in cui il bisogno di un abbraccio sarà straziante giorni in cui ne farò con leggerezza, a meno giorni in cui rinuncerò con la morte sulla cotenna e giorni in cui supplicherò per avere quel calore quella stretta estasi e tormento Ci saranno giorni in cui sarò me stesso e altri, lo stesso e sarò entusiasta, Etna o senza smalto, scarico Saranno giorni giorni soltanto sol tanto giorni come gli altri e come gli altri giorni passeranno [Stefano Decandia]

Fermo o sbrano

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Siamo vittime dell’empatia ché non ci piace la tranquillità Fingiamo di fuggire via Il mio cuore rotto a chi lo porto? non va in porto il mio progetto non mi porta da nessuna parte a parte te Sono morto in quel momento ché è finita che non ho più avuto torto ed è finita la mia vita Evitala perché errare umano e non errare è disumano Fermo o sbrano ma una volta fermo poi ti sbranano Gira il brano sopra i  jihadischi Giro con la mano Giro con gli avanzi per un’ora d’aria Gira la galera Fanno i secondini per secondi fini Girano le guardie come le  bardofule Ballano le guardie sopra il mio cadavere Girano le guardie come le  bardofule Sopra corpi inanimati coi colletti inamidati Stringon patti Arti  squartarati Su i coltelli Hanno inciso le iniziali dei miei cari dei miei cani dei miei cari cani Caricano l’odio Carichiamo l’olio per lenire le ferite Per venire senza fare vita L’hai finita (Continua...) [Stefano Decandia] ...

Amore è risvegliarsi dal coma

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Ho fatto un’esperienza che non si può dire o al meno che non so raccontare Non dirmi ciò che non puoi fare: fa’ ciò che puoi tra il dire e il fare c’è di mezzo il reale Chi l’ha detto che non vale la pena risvegliarsi dal coma Amore è risvegliarsi dal coma Amore è incontrarsi a Milano Amore è abbandonarsi a Roma Son triste quando non sei Tu Sorprende l’ombra dalla groppa ti blocca come le anche stanche Ho chiuso il filtro nella grotta e la pozione nella brocca Dagli occhi languidi alla bocca che raglia come un asino: Manchi perché riempi manchi ché ci sei Nanchi che mi riempi nanchi che ci sei... Tu Io non ci son più dove son finito fuoco nella grotta fumo e son sparito... Tu? Io non ci son più non mi puoi aspettare perché anche l’attesa esige la presenza Se è amore crea indipendenza Amore ben uscita dal coma L’amore non è mai violenza Amore bentornata dal coma Se è amore crea indipendenza Amore ben uscita dal coma L’amore turba: turbolenza A...

Sul Bacio (Nel dubbio bacia)

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Quando ci baciamo i tuoi fusilli neri si attorcigliano ai miei spaghetti Il cuore accelera il respiro si fa incalzante l’amplesso è totalizzante l’orgasmo pervade ogni anfratto – ogni cavità, che sono le mie passioni – e si aggira ai confini del corpo fino a fuori e intorno come una sagoma un’aura Ci baciamo dentro un buco nero mentre aleggio con te, aleggio per te talmente oscuro da ricoprire il tuo abisso Tutto mi serve per baciarti anche i miei denti storti che trascinano le labbra nella posizione pronta Che la barba punge lo sa solo chi bacia Baci al caffè tristi baci elemosinati fino ai baci al posacenere Ma io li sento in bocca i nostri baci mai baci furono più soffici un incontro fortuito fra labbra complementari Il bacio è un termometro misura l’amore termometro del cuore che fa strofinare i piedi metronomo che ritma carezze stropiccianti Tu mi dici: “Baciami in riva al mare” io invece ti bacio vicino al collo infilo il naso nella cl...

Cambio l’acqua ai tuoi fiori

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Cambio l’acqua ai miei fiori me li hai portati tu nella boccia i residui mi ricordano che nella vita si muore ogni giorno si muore che si soffre d’amore e di mancanza d’amore sulla strada s’inciampa se potessi parlarne se qualcuno ascoltasse Cambio l’acqua ai tuoi fiori li hai portati per me ora l’acqua pulita parla solo di te che sei una donatrice e quel dono non cade da un dirupo emotivo ma la mano sostiene quella palla d’argento con la corbula dentro è nell’intreccio segreto che si regge l’amore (continua...) [Stefano Decandia]

Per tutti gli orgasmi del corpo

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Tutti gli orgasmi nel tempo ci hanno tenuti distanti erano eiaculazioni soltanto elucubrazioni di relazioni perfette d’appariscente stabilità mentre la società plaude nelle vesti di una madre Tutti gli orgasmi del mondo dentro quell’unico bacio con i polmoni rigonfi ed i batteri del cavo orale tutti coinvolti a gridare: “È esplosa la primavera nell’area sublinguale, alè” Come mi sento male Ma quanto sono felice quando mi sento male ma quanto sono felice Brillano le afte esprimi un desiderio dalla tua saliva colgo che sei serio Cadono le afte parte la mucosa affezione viscerale circostanza favolosa Ma quanto sono felice quando mi sento male ma quanto sono felice Come mi sento male ma quanto sono felice Tutti gli orgasmi che voglio son contenuti in quel bacio È esplosa la primavera dalle clavicole alla cerniera Tutti gli orgasmi del corpo hanno esibito le occhiaie vanno testicoli e ovaie Danza Testicoli-Ovaie Danza Testicoli-Ovaie: daje! ...

Mi fai innamorire

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Come mi sento grande Quando mi sei vicina Sento fluire il mondo Lo vorrei avere addosso Non si capisce niente Perché ci investe il flusso Del nostro odore addosso Del nostro odore rosso Rosso rosso forse non lo sai Eros rosso forse non lo sai Quanto manchi Quando manchi Sento un velo Sopra il cuore Atterrare lievemente Su quel globo che da sempre Batte forte non risponde Non ammette le freddezze Fazzoletto mi fa buio Resta fermo resta spento Immobile Improvvisamente spento Temporaneamente spettro Spettro spettro senza amici Solo solo come vuole chi? Solo senza manco te Solo senza te Che mi fai innamorire I baci tuoi mi fan saltar le otturazioni Allora me le frego le complicazioni I baci tuoi mi fan saltare tutti i perni Che avevo a protezione per gli inverni Immagino un futuro dove cade il sole Immagina un estate dove non si muore Immagino un futuro accarezzando gatti Con i miei guanti per lavare i piatti Quanto t’amo quando non ci sei Quanto t...

Suona il Tiamoforte

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Ottantotto tasti Come il Tiamoforte Suona il Tiamoforte Sbattono i martelli Sulle corde Tiamoforte Bianchi neri bassi Alti neri bianchi Scorrono le dita Fino in cima al Tiamoforte Perdersi le note Per riprenderle distorte Pestarsi le dita Quando chiude il Tiamoforte Suona il Tiamoforte (Continua...) [Stefano Decandia]

Primo giorno lontano

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Primo giorno lontano Non dimentico, t’amo A dormire di notte Con il vento che sbatte Non su porte e finestre Su rifugi di labbra Come lucidalabbra Posa baci sul cuore Quel che conta è l’amore Quanto costa abbracciarsi A distanza d’un giorno Che non fa resistenza Cado senza te In un sonno che avvilisce Poi ti schiudi fiore in sogno E l’odore è quello vero Mani in alto borotalco Vade retro deodorante Dammi pelle Dammi labbra Dammi tutto quello che M’hai tenuto in astinenza per Il primo giorno lontano Da te Amami da lontano Strano, quando non ci sei È il primo giorno lontano Ma non dimentico, t’amo Amami da lontano Strano, che tu non sia qui È il primo giorno lontano Ma non dimentico, t’amo T’amo anche quando non ci sei T’amo e non dimentico che t’amo T’amo anche lontano da te T’amo da lontano (Continua...) Stefano Decandia

Saremmo Meraviglia

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Prima o poi ti spiegherò un bel giorno capirai ma quei giorni nella vita non capitano mai e rimango solo qui mentre tu stai ferma lì stringo fra le braccia l’aria e tu fra le sue braccia Se ci fosse verità se ci fosse giustizia ce ne fosse almeno un po’ saremmo meraviglia Se ci fosse libertà se ci fosse giustizia ce ne fosse almeno un po’ Tu splendevi come il sole scherzavi come il vino tornavi ragazzina dentro quel posticino facevi le scintille eri così felice che ti sentivi Alice nelle sue meraviglie Se ci fosse verità se ci fosse giustizia ce ne fosse almeno un po’ saremmo meraviglia Se ci fosse libertà se ci fosse giustizia ce ne fosse almeno un po’ Tu, capelli di Medusa illusione Morgana io cose dal cilindro fin quando non m’arrendo Prima o poi ti sposerò un bel giorno arriverà se ci fosse verità saremmo meraviglia Prima o poi ti sposerò un bel giorno arriverà se ci fosse libertà [Stefano Decandia]

Passerà a trovarmi

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Se sono fortunato passerà a trovarmi portando dentro il becco pezzettini di pane steli lunghi a intrecciare nidi Sento lo sbatter d’ali come lo sfarfallio di chi cerca l’oblio Qui troverà riparo e si vedrà attizzare quel focolare interno che già da troppo tempo era un composto inverno Se sono fortunato passerà anche se un po’ in ritardo ritardo che fingerà per incrociar lo sguardo Allora sentirò le ciglia morbide di ciniglia sopra la diaccia guancia Lì troverò riparo e si vedrà passare tramite le mie palme dai suoi polmoni ai miei l’etere che ci desta È il dover-esser pronto Ché passerà a trovarmi Se sono fortunato (Continua...) [Stefano Decandia]

La sveglia in riva al mare

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Quanto parlo quando parlo Mi fermo mai ad ascoltare Conchiglie rumori di mare Il corpo le emozioni Amore Nell’ego le parole amare Scollego la parola ‘amare’ Collego il corpo con il cuore Ci vuole un dizionario raro Ci vuole brezza gentilezza Che cosa stiamo ancora a fare i conti sulle mie pretese Racconti delle tue pretese Migliaia sono aspettative Milioni sono i motivi e motivi emotivi Io ho un diritto emozionale Tu hai un diritto emozionale Lo voglio esercitare Mi voglio emozionare Mi voglio esercitare a emozionare Linguaggio lingua emozionale Lo so che cosa devo fare Ora so cosa devo fare Raschiare polvere di sale Grattare dalla riva il mare Scavare con un cucchiaino sotto l’ombra del mio vicino Raschiare polvere di stelle Grattare dalla riva perle Scavare con un cucchiaino sotto l’ombra del più vicino Rischiare di non vivere non posso Rischiare di non essere me stesso Rischiare di non respirare Quel buco nel polmone fa male Perdite d’aria e ...

Amore Rogo

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È da un po’ che non mi dài la mano Ti odio perché ti amo? È da un po’ che non mi baci niente Dovrei essere più intraprendente Mi rifiuti ancora Divento insofferente Ti chiedo ma non parli Sbircio nei tuoi occhi grandi Non posso interpretarli È da un po’ che mi sbilancio Ti chiedo un po’ di slancio Non so perché non parli Mi sento pure in colpa Ché tutto ciò che t’accade Mi riguarda Ho pensato pure di lasciarti In pace Libera Di vivere Felice Allora mi sbilancio Ti chiedo: «Cosa pensi, cos’hai, perché non parli?» Sono ancora quello che ascoltava allora Tu chiusa nel tuo mutismo Io non so aiutarti Io divento pazzo Tu non puoi aiutarmi Siamo destinati al fuoco Non quello che scalda Quello che brucia Quest’amore rogo, logora (Continua...) [Stefano Decandia]

Un mese e un giorno

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Un mese e un giorno Un incontro in crescendo Occhi come vetri liquidi Emozioni dei corpi Conversano nel linguaggio che più gli è proprio E poi le parole Divertenti, importanti I messaggi profondi, i racconti Le attese Pazientiamo? Appuntamenti senza pretese Senza (un) fine Voglie di baci e baciarsi e baciamoci! Tutti i fluidi del corpo e bagnarsi Immersi, sommersi Nell’orgasmo dell’emozioni Che, sedimentando, fanno sentimento Ci stiamo amando (Continua...) [Stefano Decandia]

Quadrato di Pegaso

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Di tanto in tanto me lo chiedo: «Sono felice?» Oggi rispondere è semplice: sì! Sono sugli astri Al quinto cielo Entro il quadrilatero Il posticino è la proiezione sulla terra di quel quadratino di cielo Il nostro amore è al sicuro Protetto da un recinto di stelle (Continua...) [Stefano Decandia]